Ad Alghero gli stati generali del vino
di Gianmario Sias
Un convegno sulle prospettive del settore. Si studia il modello del Consorzio del Prosecco
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ALGHERO. Il vino per raccontare ed “esportare” il territorio. È l’obiettivo di “Tradizione, Cultura, Identità: il vino oltre confine”, workshop in programma domani e sabato all’hotel Punta Negra di Alghero. Gli attori del sistema enologico e vitivinicolo sardo si interrogano sulle prospettive globali del comparto isolano. La Sardegna ha un posto in prima fila nel panorama vinicolo italiano, e ora ha un altro obiettivo: affermarsi nello scenario globale come testimonianza del “fatto bene in Italia”.
L’isola usa le sue radici, l’identità economico-produttiva e le eccellenze per raccontarsi: il vino rientra nel processo di promozione dell’isola nei mercati turistici mondiali attraverso ciò che le produzioni esprimono a livello narrativo, per raccontare i territori e le sue peculiarità. La riflessione partirà dall’analisi di un modello di successo, il prosecco Doc: 24mila ettari di vigneti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia vivono una stagione di successi che condizionano milioni di consumatori che, innamorati del prodotto, vanno alla scoperta del territorio d’origine.
Il workshop, promosso dal Consorzio di tutela della Doc Prosecco con “Repubblica Sapori” – la costola web tematica che il quotidiano “Repubblica” dedica ai piaceri della tavola – e con l’hotel Punta Negra – vuole suggerire come fare comunicazione identitaria, trasferendo emozioni a migliaia di chilometri. A guidare il viaggio sarà Stevie Kim, una delle voci più influenti del settore, ambasciatrice del vino italiano nel mondo, managing director di Vinitaly International, che spiegherà ai vignaioli le strategie vincenti per presentarsi sui mercati internazionali e gli errori più comuni che commettono le cantine. Modereranno i suoi interventi Manuela Zennaro e Francesco Bruno Fadda, collaboratori di Repubblica Sapori.
A raccontare l’esperienza del prosecco sarà Luca Giavi, direttore generale del Consorzio di Tutela della Doc Prosecco. Ne parlerà con Federica Capobianco di “Affinità Elettive” e Manuela Popolizio, tra le più autorevoli pr del vino italiano. La Sardegna sarà rappresentata e raccontata da dodici aziende rappresentative di tutti gli “iconici” terroir sardi: Tenuta Masone Mannu, Atlantis Terre di Sardegna, Tenute Gregu, Silvio Carta, Cantina del Vermentino Monti, UnMarediVino, Sella&Mosca, Sardus Pater, Gostolai, Mura e Lughe, Su Entu e Siddura. Dei tutor coordinati dal decano della stampa gastronomica sarda, Pasquale Porcu, coinvolgeranno i produttori isolani in una serie di “talk/degustazioni”. I protagonisti saranno i vignaioli che racconteranno la storia delle loro aziende e dei loro vini.
La prima giornata di workshop, in programma domani, si chiuderà con la Prosecco Doc Dinner, una cena a otto mani nel ristorante che ha scritto una delle pagine più gustose della storia gastronomica italiana, La Lepanto di Alghero. Qui gli Chef Italo Bassi, Luca Maragliano, Roberto Ottone e Marco Perez proporranno otto piatti tra i loro più famosi, reinterpretando alcune delle materie prime isolane più iconiche.
L’isola usa le sue radici, l’identità economico-produttiva e le eccellenze per raccontarsi: il vino rientra nel processo di promozione dell’isola nei mercati turistici mondiali attraverso ciò che le produzioni esprimono a livello narrativo, per raccontare i territori e le sue peculiarità. La riflessione partirà dall’analisi di un modello di successo, il prosecco Doc: 24mila ettari di vigneti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia vivono una stagione di successi che condizionano milioni di consumatori che, innamorati del prodotto, vanno alla scoperta del territorio d’origine.
Il workshop, promosso dal Consorzio di tutela della Doc Prosecco con “Repubblica Sapori” – la costola web tematica che il quotidiano “Repubblica” dedica ai piaceri della tavola – e con l’hotel Punta Negra – vuole suggerire come fare comunicazione identitaria, trasferendo emozioni a migliaia di chilometri. A guidare il viaggio sarà Stevie Kim, una delle voci più influenti del settore, ambasciatrice del vino italiano nel mondo, managing director di Vinitaly International, che spiegherà ai vignaioli le strategie vincenti per presentarsi sui mercati internazionali e gli errori più comuni che commettono le cantine. Modereranno i suoi interventi Manuela Zennaro e Francesco Bruno Fadda, collaboratori di Repubblica Sapori.
A raccontare l’esperienza del prosecco sarà Luca Giavi, direttore generale del Consorzio di Tutela della Doc Prosecco. Ne parlerà con Federica Capobianco di “Affinità Elettive” e Manuela Popolizio, tra le più autorevoli pr del vino italiano. La Sardegna sarà rappresentata e raccontata da dodici aziende rappresentative di tutti gli “iconici” terroir sardi: Tenuta Masone Mannu, Atlantis Terre di Sardegna, Tenute Gregu, Silvio Carta, Cantina del Vermentino Monti, UnMarediVino, Sella&Mosca, Sardus Pater, Gostolai, Mura e Lughe, Su Entu e Siddura. Dei tutor coordinati dal decano della stampa gastronomica sarda, Pasquale Porcu, coinvolgeranno i produttori isolani in una serie di “talk/degustazioni”. I protagonisti saranno i vignaioli che racconteranno la storia delle loro aziende e dei loro vini.
La prima giornata di workshop, in programma domani, si chiuderà con la Prosecco Doc Dinner, una cena a otto mani nel ristorante che ha scritto una delle pagine più gustose della storia gastronomica italiana, La Lepanto di Alghero. Qui gli Chef Italo Bassi, Luca Maragliano, Roberto Ottone e Marco Perez proporranno otto piatti tra i loro più famosi, reinterpretando alcune delle materie prime isolane più iconiche.
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