Sanità, il Pds contro le nuove nomine Ats
Strappo in maggioranza. Sotto accusa l’assessore Arru e il manager Moirano: scelte poco trasparenti
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CAGLIARI. La riorganizzazione degli ospedali è bloccata ancora dal ministero, ormai lo stallo dura da sette mesi, ma nel frattempo il direttore generale dell’Asl unica continua a rivoltare «l’azienda come se nulla fosse» e lo avrebbe fatto «con delle nomine, una cinquantina, su cui abbiamo seri dubbi sulla loro trasparenza fino a mettere in dubbio che siano illegittime». È questo il senso dell’ultimo attacco frontale in arrivo dai banchi del centrosinistra, quindi della maggioranza, da parte dei consiglieri regionali del Partito dei sardi all’assessore alla sanità Luigi Arru.
L’affondo. La critica non è solo sul sistema delle selezioni, ma è politica: «Con due interrogazioni – ha sottolineato il capogruppo Gianfranco Congiu – vogliamo sia fatta chiarezza su quanto sta accadendo e soprattutto sollecitiamo che sia rispettato quanto deciso alla fine dell’anno scorso dal Consiglio regionale ad esempio sul ruolo determinante dei piccoli ospedali delle zone disagiate». Invece secondo i consiglieri regionali del Pds «da mesi il manager dell’Ats, Fulvio Moirano, è impegnato in una ristrutturazione profonda e di cui le nomine a capo delle direzioni amministrative, tecniche e sanitarie sono soltanto la parte finale che comunque ci lascia molto perplessi», ha aggiunto Augusto Cherchi.
Gli incarichi. Dopo aver elencato tutti i «fuori norma» nelle nomine, così li hanno chiamati, commessi dal vertice dell’Ats, i consiglieri del Pds hanno affondato i colpi: «C’è un veterinario che è stato nominato alla guida della struttura complessa per la formazione e un pediatra sarà a capo della pianificazione strategica. Non entriamo nel merito delle scelte a favore di questo o quello – hanno sottolineato – ma sulla trasparenza di quelle decisioni non possiamo stare certo in silenzio».
Il caso Sassari. Per Piermario Manca «anche l’accorpamento dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari nell’Azienda universitaria sassarese è finito nel caos. Nonostante il passaggio di ben 1.300 dipendenti, continua a esserci un blocco amministrativo proprio nell’Azienda universitaria. Mancano una trentina di dirigenti e questo vuoto ha bloccato di fatto servizi centrali come l’economato, la farmacia, il bilancio e la contabilità». Roberto Desini è stato ancora più diretto: «Il Partito dei sardi non può essere allineato con questo tipo di gestione che, nel caso dell’Ats e anche in quello dell’Azienda universitaria, non rispetta la riorganizzazione della rete ospedaliera com’è stata votata dal Consiglio regionale».
Trasparenza. Per il presidente del Pds, Franciscu Sedda, «siamo di fronte a una schizofrenia amministrativa e da mesi la denunciamo con forza soprattutto per gli effetti negativi che continua ad avere sull’intero sistema regionale». Quello del Partito dei sardi – hanno concluso i consiglieri – nei confronti dell’assessorato alla sanità non è accanimento politico: «Non possiamo più accettare che quando solleviamo un problema, ci sentiamo rispondere “avete ragione”, ma poi tutto resta com’è o addirittura peggiora».
L’affondo. La critica non è solo sul sistema delle selezioni, ma è politica: «Con due interrogazioni – ha sottolineato il capogruppo Gianfranco Congiu – vogliamo sia fatta chiarezza su quanto sta accadendo e soprattutto sollecitiamo che sia rispettato quanto deciso alla fine dell’anno scorso dal Consiglio regionale ad esempio sul ruolo determinante dei piccoli ospedali delle zone disagiate». Invece secondo i consiglieri regionali del Pds «da mesi il manager dell’Ats, Fulvio Moirano, è impegnato in una ristrutturazione profonda e di cui le nomine a capo delle direzioni amministrative, tecniche e sanitarie sono soltanto la parte finale che comunque ci lascia molto perplessi», ha aggiunto Augusto Cherchi.
Gli incarichi. Dopo aver elencato tutti i «fuori norma» nelle nomine, così li hanno chiamati, commessi dal vertice dell’Ats, i consiglieri del Pds hanno affondato i colpi: «C’è un veterinario che è stato nominato alla guida della struttura complessa per la formazione e un pediatra sarà a capo della pianificazione strategica. Non entriamo nel merito delle scelte a favore di questo o quello – hanno sottolineato – ma sulla trasparenza di quelle decisioni non possiamo stare certo in silenzio».
Il caso Sassari. Per Piermario Manca «anche l’accorpamento dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari nell’Azienda universitaria sassarese è finito nel caos. Nonostante il passaggio di ben 1.300 dipendenti, continua a esserci un blocco amministrativo proprio nell’Azienda universitaria. Mancano una trentina di dirigenti e questo vuoto ha bloccato di fatto servizi centrali come l’economato, la farmacia, il bilancio e la contabilità». Roberto Desini è stato ancora più diretto: «Il Partito dei sardi non può essere allineato con questo tipo di gestione che, nel caso dell’Ats e anche in quello dell’Azienda universitaria, non rispetta la riorganizzazione della rete ospedaliera com’è stata votata dal Consiglio regionale».
Trasparenza. Per il presidente del Pds, Franciscu Sedda, «siamo di fronte a una schizofrenia amministrativa e da mesi la denunciamo con forza soprattutto per gli effetti negativi che continua ad avere sull’intero sistema regionale». Quello del Partito dei sardi – hanno concluso i consiglieri – nei confronti dell’assessorato alla sanità non è accanimento politico: «Non possiamo più accettare che quando solleviamo un problema, ci sentiamo rispondere “avete ragione”, ma poi tutto resta com’è o addirittura peggiora».
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