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«Seconde case, ci vogliono regole»

Seconde case e trasporti. I talloni di Achille del turismo secondo il presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca. Le previsioni di crescita delle presenze in Italia non possono certo...

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Seconde case e trasporti. I talloni di Achille del turismo secondo il presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca. Le previsioni di crescita delle presenze in Italia non possono certo bastare per dimenticare i limiti storici dell’industria delle vacanze tricolore. «Porto Cervo è un luogo splendido, l’immagine della vocazione turistica del nostro Paese che si esprime attraverso il connubio tra bellezze naturali e opere dell’uomo – afferma –. La Sardegna è la regione con il maggior sviluppo costiero. Eppure anche qui e proprio qui si fa fatica ad arrivare. Partiamo da una certezza. Il criterio della raggiungibilità è ciò che guida verso lo sviluppo qualsiasi paese a vocazione turistica. La certezza dei trasporti crea ricchezza». Bernabò punta poi il dito sulla concorrenza sleale di seconde case e alloggi abusivi. Un filone di discussione aperto dall’assessore Barbara Argiolas. «La Sardegna chiude il 2017 con 15 milioni di presenze ufficiali – afferma –. Un extra alberghiero imponente. Un risultato reputazionale di maggiore soddisfazione sui B&b rispetto all’alberghiero. Prendiamone atto. Per le seconde case la legge urbanistica deve affrontare il tema così importante». Argomento caro al presidente Bernabò. « Servono regole certe. In giro per il mondo ci sono esempi di regolamentazioni con sanzioni significative in grado di dissuadere i potenziali aggressori. A Barcellona chi vuole affittare la casa per periodi brevi deve chiedere una licenza. A Ginevra non si possono affittare appartamenti per più di 60 giorni all’anno. Ad Amsterdam chi non si registra in un registro pubblico on line paga 20mila euro di sanzione».

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