Abbanoa nel mirino dei 5 Stelle e della Cgil
I grillini contro la lettera di Ramazzotti ai sindaci: irricevibile. Il sindacato: la società rispetti gli accordi
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SASSARI. IAbbanoa nel mirino di politici e sindacati, anche se per motivi diversi. Da una parte, il Movimento 5 stelle contesta la lettera dell’amministratore Alessandro Ramazzotti ai sindaci sull’opportunità di concedere locali comunali per le adesioni alla class action, dall’altra, la Cgil interviene sulla riorganizzazione imposta dal decreto Madia.
Movimento 5 stelle. Il gruppo parlamentare si rivolge direttamente ai sindaci. «La lettera con la quale Abbanoa invita i sindaci a rifiutare qualsiasi forma di ospitalità verso i cittadini promotori della class action contro i conguagli regolatori, deve ritenersi irricevibile – scrivono in una nota congiunta i 16 parlamentari sardi –. Vendetta, cinismo, ripicca sono sentimenti che dovrebbero restare fuori dalle scelte di una politica aziendale, tanto più quando l’oggetto della gestione ha a che fare con un bene pubblico essenziale come l’acqua. E allora, contro l’acredine di chi deve trovare giustificazioni esterne ai propri limiti, sentiamo di dover rivolgere ai nostri sindaci una preghiera di segno contrario rispetto a quello praticato da Abbanoa. Un invito a non sbarrare le porte delle case comunali ma anzi ad aprirle dinanzi a chi chiede di esprimere legittimamente il proprio dissenso, a chi si duole in modo pacifico e democratico di libertà violate o di diritti negati, a chi porta il dolore della propria esistenza».
Cgil. Va avanti anche il braccio di ferro tra i lavoratori e i vertici di Abbanoa e resta in piedi lo stato di agitazione proclamato il 27 marzo. Il prossimo appuntamento è fissato per martedì, quando i sindacati si siederanno al nuovo tavolo di confronto, questa volta solo con l’azienda, per chiarire ancora una volta le ragioni della mobilitazione e i passi avanti richiesti per superarla. «Ad Abbanoa chiediamo prima di tutto di rispettare accordi già firmati e mai rispettati – dice il segretario Filctem Francesco Garau –, la riorganizzazione potrà passare solo se contestuale a un impegno serio sulla rivisitazione degli accordi sugli inquadramenti dei lavoratori di tutti i settori dell’azienda, sulla pianificazione del piano ferie che non è mai stata fatta e sullo scongelamento dei 24 livelli professionali bloccati da due anni».
Movimento 5 stelle. Il gruppo parlamentare si rivolge direttamente ai sindaci. «La lettera con la quale Abbanoa invita i sindaci a rifiutare qualsiasi forma di ospitalità verso i cittadini promotori della class action contro i conguagli regolatori, deve ritenersi irricevibile – scrivono in una nota congiunta i 16 parlamentari sardi –. Vendetta, cinismo, ripicca sono sentimenti che dovrebbero restare fuori dalle scelte di una politica aziendale, tanto più quando l’oggetto della gestione ha a che fare con un bene pubblico essenziale come l’acqua. E allora, contro l’acredine di chi deve trovare giustificazioni esterne ai propri limiti, sentiamo di dover rivolgere ai nostri sindaci una preghiera di segno contrario rispetto a quello praticato da Abbanoa. Un invito a non sbarrare le porte delle case comunali ma anzi ad aprirle dinanzi a chi chiede di esprimere legittimamente il proprio dissenso, a chi si duole in modo pacifico e democratico di libertà violate o di diritti negati, a chi porta il dolore della propria esistenza».
Cgil. Va avanti anche il braccio di ferro tra i lavoratori e i vertici di Abbanoa e resta in piedi lo stato di agitazione proclamato il 27 marzo. Il prossimo appuntamento è fissato per martedì, quando i sindacati si siederanno al nuovo tavolo di confronto, questa volta solo con l’azienda, per chiarire ancora una volta le ragioni della mobilitazione e i passi avanti richiesti per superarla. «Ad Abbanoa chiediamo prima di tutto di rispettare accordi già firmati e mai rispettati – dice il segretario Filctem Francesco Garau –, la riorganizzazione potrà passare solo se contestuale a un impegno serio sulla rivisitazione degli accordi sugli inquadramenti dei lavoratori di tutti i settori dell’azienda, sulla pianificazione del piano ferie che non è mai stata fatta e sullo scongelamento dei 24 livelli professionali bloccati da due anni».
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