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Per Ottana una commissione e risorse immediate dalla giunta

Per Ottana una commissione e risorse immediate dalla giunta

CAGLIARI. La vertenza di Ottana è diventata una priorità. In un giorno solo fra giunta e Consiglio regionale, sono state almeno due le mosse messe in campo contrastare la desertificazione industriale...

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CAGLIARI. La vertenza di Ottana è diventata una priorità. In un giorno solo fra giunta e Consiglio regionale, sono state almeno due le mosse messe in campo contrastare la desertificazione industriale e sociale della Sardegna centrale.

Task force. A Cagliari c’è stata la prima riunione operativa della cabina di regia anticrisi dopo la richiesta, presentata al governo, che anche Ottana sia riconosciuta come area di crisi complessa, com’è stato a suo tempo per il Sulcis-Iglesiente dopo la chiusura delle fabbriche. Sul tavolo – è scritto in un comunicato della Regione – ci sono da subito 4,2 milioni che potranno essere spesi subito per far fronte all’emergenza. Nel dettaglio: due milioni e 100mila saranno utilizzati per garantire gli ammortizzatori sociali ai 130 lavoratori del tessile che non avevano più la copertura. Ora il percorso su come metterli a disposizione sarà concordato subito con i sindacati. Altri due milioni abbondanti sono stati recuperati dalle casse del progetto Lavoras. Saranno impegnati nei cantieri verdi e cantieri comunali, per coinvolgere il maggior numero di disoccupati, riqualificare il personale e nelle bonifiche dell’area industriale. Alla riunione hanno partecipato quattro assessori – Maria Grazia Piras, industria, Raffaele Paci, bilancio, Virginia Mura, lavoro, Filippo Spanu, affari generali, oltre a Gianluca Serra, capo di gabinetto della presidenza – più il sindaco di Ottana Franco Cabras, Costantino Tidu, amministratore della Provincia di Nuoro, e Piero Guiso, presidente del Consorzio industriale. Le direttrici dell’azione d’aggressione alla crisi saranno due: rendere competitiva l’area per favorire l’arrivo di nuovi investitori, ma allo stesso tempo sarà garantito il sostegno alle imprese già esistenti. Poi: mettere a punto eventuali altri bandi da legare a quello che sta per essere pubblicato per il rilancio del Nuorese e che può cantare su un finanziamento di quattro milioni, con la possibilità di aumentarlo fino ad altri tre. Tutt’intorno – è stato detto – sarà attivata un’azione di «animazione territoriale» per garantire il massimo della partecipazione delle imprese al rilancio della Sardegna centrale.

Commissione d’inchiesta. Sul caso Ottana indagherà anche il Consiglio regionale. Su proposta di Luigi Crisponi di Riformatori, e sostenuta a gran voce da Franco Sabatini del Pd, l’aula ha votato all’unanimità l’istituzione della commissione. Che dovrà andare alla caccia delle risposte a queste domande: quanto denaro è stato destinato finora alle iniziative fallite nel tempo, una dopo l'altra? Ancora: chi ha vigilato sul buon utilizzo di quei finanziamenti e con quali risultati per il territorio? Chi, soprattutto, «dovrà essere inchiodato alla responsabilità delle bonifiche dei terreni inquinati dalle industrie chimiche? E infine: «Quali sono le azioni ipotizzabili per riconvertire il sito industriale e farlo ripartire? È proprio questo l’interrogativo più importante – ha detto Crisponi – «perché più che al passato, in cui sono stati commessi fin troppi errori, dobbiamo guardare al futuro». Daniele Cocco di Mdp ha ricordato che «diversi passi avanti ci sono stati in questi mesi e oggi è indispensabile passare in fretta alla fase operativa». Antonio Solinas del Pd ha ottenuto che l’indagine sia estesa anche alla verifica se siano stato inquinato anche il fiume Tirso. Gaetano Ledda, Psd’Az, ha ribadito «la necessità di un controllo severo sui fondi pubblici che sono stati assegnati e lo saranno per evitare nuove illusioni». Fabrizio Anedda, Sinistra sarda, ha ribadito il concetto: «In questi anni purtroppo l’attenzione della politica su Ottana è calata fin troppo. Oggi abbiamo bisogno di una commissione d’inchiesta che invece non sarebbe stata necessaria se il Consiglio avesse vigilato come avrebbe dovuto sulla Sardegna centrale». Anche l’opposizione di centrodestra ha denunciato che «l’attenzione di queste settimane è solo un tentativo di mettere una pezza alla crisi dopo un silenzio della giunta durato quattro anni». Alla fine l’aula ha votato l’ordine del giorno che costituisce la commissione. (ua)

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