Cinquanta milioni per le bonifiche alla Maddalena, il sindaco: cauto ottimismo
di Serena Lullia
Montella attende la nomina del commissario che gestisca le risorse: pensiamo alla rinascita
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LA MADDALENA. L’entusiasmo del Governatore non contagia l’isola. L’ex arsenale è stato dichiarato “Area di rilevante interesse nazionale” grazie a un accordo tra Regione e Governo. Sul piatto 50 milioni di euro per mettere una pezza sulla grande fregatura del G8. Il presidente Francesco Pigliaru si dichiara soddisfatto. Definisce questo passaggio la ripartenza di una prospettiva di sviluppo interrotto. Ma il sindaco Luca Montella mantiene un cauto ottimismo. Troppe volte La Maddalena ha festeggiato ripartenze e rinascite rimaste virtuali. Ma dopo aver sbattuto il muso contro i muri di promesse elettorali, ha messo da parte l’ingenuità del passato. È vero che 50 milioni di euro sono un bel gruzzolo. Altrettanto vero che l’area di rilevanza nazionale accelererà i tempi di una riqualificazione rimasta indietro di dieci anni. Ma Montella sa anche che è solo l’inizio di un percorso da cui non passa di certo il futuro prossimo dell’isola.
Cauto ottimismo. «Ovviamente non è una cattiva notizia, ma mantengo un cauto ottimismo – spiega il sindaco Montella –. Sono stato in costante aggiornamento telefonico con il governatore Pigliaru nella giornata di martedì. È il primo passo, importante, di un percorso ancora lungo. Tanti altri ne devono essere fatti. C’è da lavorare parecchio». L’accordo Regione-Governo stanzia un tesoretto da 50 milioni di euro. Risorse vincolate agli interventi di bonifica sullo specchio di mare davanti all’ex arsenale per 20 milioni. Alla riqualificazione del compendio gestito fino a qualche mese fa dalla Mita Resort, per 15 milioni. Altri 15 per interventi al piano stralcio del ministero dei beni culturali. Ora si dovranno insediare il commissario straordinario e il soggetto attuatore. La nomina è di competenza nazionale.
Il commissario. «La scelta del commissario è importante e attendo il nome – aggiunge il primo cittadino –. L’allenatore è fondamentale in una partita come questa. Serve una figura di grande competenza. In caso contrario il tema della riqualificazione dell’ex arsenale sarà ancora una volta al centro della prossima campagna elettorale. E della prossima ancora».
Il futuro è altro. Con pragmatismo da avvocato, Montella chiarisce poi che il futuro dell’isola non passa certo dall’ex arsenale. «Se arriveranno i risultati saranno i benvenuti ma di certo l’economia e lo sviluppo della Maddalena non sono legati a quell’opera come qualcuno aveva creduto in passato – aggiunge il sindaco –. Dopo la scelta del commissario diventeranno fondamentali i tavoli all’interno dei quali si discuterà come spendere i soldi per far ripartire quella struttura. Che però deve avere un futuro di interconnessione con il centro storico e il paese, che meritano di essere vissuti. L’ex arsenale, una volta riqualificato potrà essere sicuramente un bel biglietto da visita per La Maddalena. Ma se non sarà legato al resto dell’isola sarà un investimento di cui la comunità non trarrà alcun beneficio».
L’ex arsenale. Il futuro non è mai arrivato a Moneta. Cancellata la storia del glorioso arsenale, l’hotel a 5 stelle con una portualità per yacht di lusso non è mai partio. Il presente è un edificio con le stanze arredate e sotto vuoto. Il main conference, disegnato dall’archistar Stefano Boeri, negli anni è diventato il simbolo dell’abbandono. La rete a nido d’ape che abbraccia il cubo di cristallo sospeso sul mare, da anni cade a pezzi. Spazzata via dal maestrale che in quel punto ha lo schiaffo da mano pesante. E dall’assenza di manutenzione, fondamentale per evitare il decadimento di una struttura così delicata. Ma non c’è solo il main conference nell’elenco degli interventi necessari. Nell’hotel ci sono infiltrazioni di acqua. Bisogna riattivare gli impianti. Il piazzale esterno ha le lastre di granito spaccate. La copertura dell’ex molo Carbone è da rifare. E poi ci sono i veleni del mare.
Le bonifiche. Il Comune ha assegnato in modo temporaneo il primo lotto delle bonifiche. Bando europeo da 7 milioni di euro vinto dall’associazione temporanea di imprese Research Consorzio stabile-Tethis costruzioni. Un cantiere lungo 10 mesi.
Cauto ottimismo. «Ovviamente non è una cattiva notizia, ma mantengo un cauto ottimismo – spiega il sindaco Montella –. Sono stato in costante aggiornamento telefonico con il governatore Pigliaru nella giornata di martedì. È il primo passo, importante, di un percorso ancora lungo. Tanti altri ne devono essere fatti. C’è da lavorare parecchio». L’accordo Regione-Governo stanzia un tesoretto da 50 milioni di euro. Risorse vincolate agli interventi di bonifica sullo specchio di mare davanti all’ex arsenale per 20 milioni. Alla riqualificazione del compendio gestito fino a qualche mese fa dalla Mita Resort, per 15 milioni. Altri 15 per interventi al piano stralcio del ministero dei beni culturali. Ora si dovranno insediare il commissario straordinario e il soggetto attuatore. La nomina è di competenza nazionale.
Il commissario. «La scelta del commissario è importante e attendo il nome – aggiunge il primo cittadino –. L’allenatore è fondamentale in una partita come questa. Serve una figura di grande competenza. In caso contrario il tema della riqualificazione dell’ex arsenale sarà ancora una volta al centro della prossima campagna elettorale. E della prossima ancora».
Il futuro è altro. Con pragmatismo da avvocato, Montella chiarisce poi che il futuro dell’isola non passa certo dall’ex arsenale. «Se arriveranno i risultati saranno i benvenuti ma di certo l’economia e lo sviluppo della Maddalena non sono legati a quell’opera come qualcuno aveva creduto in passato – aggiunge il sindaco –. Dopo la scelta del commissario diventeranno fondamentali i tavoli all’interno dei quali si discuterà come spendere i soldi per far ripartire quella struttura. Che però deve avere un futuro di interconnessione con il centro storico e il paese, che meritano di essere vissuti. L’ex arsenale, una volta riqualificato potrà essere sicuramente un bel biglietto da visita per La Maddalena. Ma se non sarà legato al resto dell’isola sarà un investimento di cui la comunità non trarrà alcun beneficio».
L’ex arsenale. Il futuro non è mai arrivato a Moneta. Cancellata la storia del glorioso arsenale, l’hotel a 5 stelle con una portualità per yacht di lusso non è mai partio. Il presente è un edificio con le stanze arredate e sotto vuoto. Il main conference, disegnato dall’archistar Stefano Boeri, negli anni è diventato il simbolo dell’abbandono. La rete a nido d’ape che abbraccia il cubo di cristallo sospeso sul mare, da anni cade a pezzi. Spazzata via dal maestrale che in quel punto ha lo schiaffo da mano pesante. E dall’assenza di manutenzione, fondamentale per evitare il decadimento di una struttura così delicata. Ma non c’è solo il main conference nell’elenco degli interventi necessari. Nell’hotel ci sono infiltrazioni di acqua. Bisogna riattivare gli impianti. Il piazzale esterno ha le lastre di granito spaccate. La copertura dell’ex molo Carbone è da rifare. E poi ci sono i veleni del mare.
Le bonifiche. Il Comune ha assegnato in modo temporaneo il primo lotto delle bonifiche. Bando europeo da 7 milioni di euro vinto dall’associazione temporanea di imprese Research Consorzio stabile-Tethis costruzioni. Un cantiere lungo 10 mesi.
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