La Nuova Sardegna

L’azalea della ricerca per sconfiggere i tumori

Domani le piantine saranno distribuite in quasi 200 piazze dell’isola Con un contributo di 15 euro si sosterrà l’individuazione di nuove terapie

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SASSARI. L’errore più grande è voltare la faccia dall’altra parte e fare finta che la cosa non ci riguardi. Il cancro purtroppo è di tutti. Perché solo pochissimi fortunati non possono raccontare di averlo vissuto, personalmente o attraverso la sofferenza di un parente o di un amico. Domani, festa della mamma, in 3700 piazze italiane di cui quasi 200 solo in Sardegna, ci saranno le azalee della ricerca per ricordare che non si può rimanere indifferenti. Con un contributo di 15 euro è possibile acquistare la pianta simbolo della salute e dare una mano per combattere i tumori femminili. Grazie alle azalee, Airc negli ultimi 5 ann ha investire oltre 64 milioni di euro per sostenere 498 progetti di ricerca e 126 borse di studio per studi sulla prevenzione, la diagnosi e la cura. Sbocciata per la prima volta nel 1984 in poche centinaia di esemplari, l’azalea della ricerca in oltre trent’anni ha messo radici ben salde nel cuore dei sostenitori dell’Associazione, diventando una preziosa alleata per le donne e per i ricercatori impegnati ogni giorno a individuare nuove terapie per rendere queste forme di cancro sempre più curabili. In campo ci saranno 20mila volontari, l’obiettivo è distribuire 580mila coloratissime azalee. A fronte di una donazione di 15 euro, insieme alla piantina verrà consegnata una Guida interamente dedicata alla salute femminile con indicazioni pratiche degli esperti sui percorsi di prevenzione e diagnosi precoce. L’elenco delle piazze in Sardegna è lunghissimo, le azalee della ricerca si potranno acquistare in numerosissimi Comuni, anche all’interno di spazi appositi allestiti nei centri commerciali. Per avere la mappa dettagliata è possibile consultare la mappa nel sito airc.it o contattare il numero speciale 840 001 001 attivo 24 ore su 24. I tumori femminili sono sempre più diffusi. Per quanto riguarda il cancro al seno la ricerca ha ottenuto i migliori risultati portando la sopravvivenza, a cinque anni dalla diagnosi, a crescere dall’81% all’87%. Un traguardo importante ma ancora lontano dall’obiettivo del 100%. Diversa è la situazione per il tumore dell’ovaio perché è difficile da diagnosticare precocemente, presenta un alto tasso di recidiva e di resistenza ai farmaci. Per superare questi aspetti critici la ricerca, con l’individuazione di nuovi farmaci e gli studi sulle cellule per sviluppare l’immunoterapia, è fondamentale. Per questo domani, di fronte alle azalee e ai banchetti dell’Airc, l’errore più grande è tirare dritto facendo finta di non vedere.

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