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L’imam: «Da un anno pregavano altrove»

L’imam: «Da un anno pregavano altrove»

Tra musulmani in città ci si conosce più o meno tutti. Soprattutto perché si prega insieme, nello stesso luogo. Anche i due appena arrestati a Olbia perché sospettati di finanziare i terroristi, Ait...

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Tra musulmani in città ci si conosce più o meno tutti. Soprattutto perché si prega insieme, nello stesso luogo. Anche i due appena arrestati a Olbia perché sospettati di finanziare i terroristi, Ait Wahmane Lahoucine, marocchino, e Chadad Mustafa, siriano, avevano per esempio frequentato la moschea della città, che si trova in via Tavolara. Poi l’apertura di un altro centro islamico, sempre a Olbia, dietro le poste centrali. L’imam Hamadi Maalaoui (foto) spiega che fu lo stesso Ait Wahmane Lahoucine a promuovere l’apertura del secondo centro. «Fino a un anno fa loro pregavano qui da noi, nella nostra moschea – commenta l’imam di Olbia –. Poi invece avevano aperto un altro locale, sempre per pregare. Erano andati via senza dirci o chiedere niente. Ma non conosco il motivo, non ci sono neanche mai andato. Quando venivano da noi, erano persone sicuramente tranquille». La comunità islamica a Olbia è molto numerosa. Ma l’imam Hamadi Maalaoui, che ha più volte messo la faccia contro ogni fondamentalismo, non teme che gli arresti della notte tra mercoledì e giovedì possano nuocere alla civile convivenza tra i musulmani e il resto della comunità olbiese. «In città vivono più di duemila musulmani – sottolinea l’imam –. D’estate invece si arriva anche a diecimila. Ma non ci sono mai stati problemi con la comunità olbiese, che è sempre stata aperta nei nostri confronti». Olbia è la città più multiculturale della Sardegna. Un abitante su dieci è straniero. Al primo posto la comunità romena, al secondo quella senegalese e al terzo quella marocchina. E molti passi per promuovere l’integrazione tra culture, nel tempo, li ha compiuti lo stesso imam Hamadi Maalaoui. Dopo gli attacchi terroristici di Parigi, aveva voluto condannare apertamente qualsiasi forma di violenza. Un anno fa, invece, aveva partecipato alla processione di San Simplicio, per omaggiare il santo patrono di Olbia. Inoltre, dopo un’altra azione terroristica in Francia, aveva pregato sull’altare della chiesa Sacra Famiglia insieme al parroco don Andrea Raffatellu. (dario budroni)

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