La Nuova Sardegna

La giusta battaglia alle fake news sulla salute

Eugenia Tognotti
La giusta battaglia alle fake news sulla salute

L'epidemia di bufale ha raggiunto una pericolosità tale da spingere gli Ordini dei medici a scendere in campo con una bellicosa campagna pubblicitaria

3 MINUTI DI LETTURA





L'epidemia di bufale e fake news sulla salute ha raggiunto livelli di pericolosità tali da spingere la Federazione nazionale degli Ordini dei medici a scendere in campo con una bellicosa campagna che si affida alle tecniche e agli strumenti della comunicazione pubblicitaria per informare i cittadini sui rischi legati a informazioni non verificate o false.

"Una bufala ci seppellira"? è il titolo dell'iniziativa - di sicuro impatto - che verrà annunciata ufficialmente a Roma il 10 maggio. Grandi poster di sei metri per tre, distribuiti tra i trenta ordini provinciali che hanno aderito, tra cui quello di Cagliari, saranno affissi sui muri delle città producendo l'effetto 'pugno allo stomaco' . Rappresentano infatti delle lapidi con una serie di epitaffi choc, sovrastati da un simbolo 'parlante', la croce: "Non mi hanno vaccinato per paura dell'autismo", "Avevo acquistato sul web un farmaco miracoloso", "Ho curato il cancro con il bicarbonato", "credevo fosse un vero dentista, ma non lo era. Avevo un tumore alla bocca non diagnosticato", "Avevo letto che una dieta di sei uova al giorno faceva dimagrire". Filo conduttore la scritta ammonitrice "Diffidate dalle bufale sul web, chiedete sempre al medico". Campagna sacrosanta. Si potrebbe forse avanzare qualche riserva sul retrogusto vagamente funereo di questa Spoon River delle possibili vittime delle bufale in medicina, più pervasive e più difficili da eliminare di ogni altro genere di notizie farlocche.

Basterà accennare, per fare solo qualche esempio, ai forum e alle informazioni in rete sul Vidatox -escozul , il 'veleno dello scorpione', il 'miracoloso' anticancerogeno prodotto a Cuba, sulla cui efficacia non esiste nessuna evidenza scientifica. E, ancora, alla screditatissima teoria del medico inglese Andrew Wakefield sul collegamento vaccini-autismo, clamorosamente smentito da una delle più autorevoli riviste mediche al mondo, Lancet, e, quindi, da innumerevoli studi clinici. Eppure continua a comparire sui siti no-vax: basta digitare la parola «vaccini» su Google, perché il browser suggerisca istantaneamente il collegamento con «autismo». Senza parlare dei vari metodi, preparati, trattamenti, cure non validate che fanno a meno delle prove scientifiche e promettono miracoli, neanche fossimo nell'età d'oro, il Settecento, del ciarlatanismo medico.

Medici e clinici hanno una riserva inesauribile di 'storie' di pazienti che mettono a rischio la salute sulla base di false informazioni mediche. Come, per fare un solo esempio, la paziente che si è rivolta a una gastroenterologa di lunga esperienza della Clinica medica universitaria di Sassari per disturbi dispeptici. La visita ha rivelato che era affetta da un'infezione da Helicobacter pylori, un batterio che è causa di ulcera peptica, implicato nella gastrite e da trattare con antibiotici. E non certo con un prodotto da banco consigliato da un erborista, presentato in rete come 'l'unico trattamento completamente naturale per l'infezione da HP'.

Ci troviamo di fronte a un fenomeno complesso. Cresce la fiducia riposta nella Rete e nella medicina 'non convenzionale'; acquista popolarità quello che viene definito un approccio naturale al trattamento delle malattie. In questo quadro crescono la confusione e le insidie per chi è alle prese con dubbi e problemi medici e si avventura su social e web, nel mare insidioso dell'informazione in materia di salute. La condivisione su internet di informazioni mediche non verificate o palesemente falsificate, rende sempre più difficile individuare una fonte, mentre è in continuo aumento il numero delle persone che naviga in rete per informazioni: oltre il 90,4 per cento degli italiani e uno su tre effettua ricerche su specifiche patologie, stando l'ultimo rapporto Censis.

Ben venga, dunque, la battagliera campagna degli Ordini dei medici. Di certo colpirà e farà discutere. Ma occorrerà intervenire su altri fronti. E interrogarsi sul perché i fatti obiettivi e le evidenze scientifiche abbiano perso parte della loro capacità di orientare l'opinione pubblica.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative