Maestre senza laurea e docenti con la valigia: il consiglio regionale scende in campo
I gravi disagi degli insegnanti sardi oggetto di un ordine del giorno e di una mozione
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CAGLIARI. Da una parte gli insegnanti diplomati esclusi dalle graduatorie, dopo una sentenza del Consiglio di Stato, dall’altra quello delle decine di professori sardi con la valigie. Il Consiglio regionale ha affrontato il primo caso con un ordine del giorno approvato la settimana scorsa, mentre l’altro sarà al centro di una mozione nella prossima seduta.
Gli esclusi. All’unanimità l’aula ha approvato l’ordine del giorno – in cui sono confluite le mozioni presentate a suo tempo dai consiglieri Daniela Forma del Pd e Daniele Cocco, Articolo 1-Mdp – in cui, oltre alla solidarietà, è sollecitato «l’impegno della giunta a farsi carico della vertenza». In un comunicato firmato assieme, scrivono «non possiamo certo abbandonare al loro destino questi insegnanti penalizzati da una sentenza del Consiglio di Stato e che da dicembre hanno visto rimettere in discussione il loro titolo di studio». In Sardegna sono oltre 1.200 gli insegnanti che sono stati esclusi dalle graduatorie proprio all’indomani di quel verdetto. «Per loro – è scritto nel comunicato – non esiste più alcuna certezza dell’immissione a ruolo e quindi ritornerebbero nella precarietà». Secondo Cocco e Daniela Forza, «è indispensabile che oggi la Regione faccia pressione sul ministero alla pubblica istruzione per garantire invece il massimo della continuità professionale e didattica». L’ordine del giorno, va ricordato, è stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale.
Il ritorno. Va favorito in ogni caso il rientro dei sessanti insegnanti sardi con la valigia, che sono stati costretti a emigrare all’inizio dell’anno scolastico. È questo il senso della mozione presentata dal consigliere regionale Francesco Agus di Campo progressista e che sarà discussa nella prossima seduta. «Sono insegnanti – si legge nella mozione – che servono alla scuola sarda e non ha avuto proprio senso che il ministero li abbia obbligati ad andare altrove». Nella mozione, sottoscritta anche da Anna Maria Busia, Cp, e da Pierfranco Zanchetta e Antonio Gaia, entrambi dell’Upc, è scritto anche: «Dev’essere favorito il rientro in tempi brevi e per questo spetta alla Regione trattare con il ministero tutte le possibili soluzioni». Secondo i consiglieri «con il governo per quanto riguarda i problemi della scuola, la Regione ha dimostrato di poter strappare accordi a favore della Sardegna. A cominciare dal rinnovo dell’accordo con il ministero sul progetto regionale Iscol@ contro la dispersione scolastica e quindi proprio Iscol@ può essere una delle strade percorribili per far rientrare nell’isola i sessanta insegnanti trasferiti».
Gli esclusi. All’unanimità l’aula ha approvato l’ordine del giorno – in cui sono confluite le mozioni presentate a suo tempo dai consiglieri Daniela Forma del Pd e Daniele Cocco, Articolo 1-Mdp – in cui, oltre alla solidarietà, è sollecitato «l’impegno della giunta a farsi carico della vertenza». In un comunicato firmato assieme, scrivono «non possiamo certo abbandonare al loro destino questi insegnanti penalizzati da una sentenza del Consiglio di Stato e che da dicembre hanno visto rimettere in discussione il loro titolo di studio». In Sardegna sono oltre 1.200 gli insegnanti che sono stati esclusi dalle graduatorie proprio all’indomani di quel verdetto. «Per loro – è scritto nel comunicato – non esiste più alcuna certezza dell’immissione a ruolo e quindi ritornerebbero nella precarietà». Secondo Cocco e Daniela Forza, «è indispensabile che oggi la Regione faccia pressione sul ministero alla pubblica istruzione per garantire invece il massimo della continuità professionale e didattica». L’ordine del giorno, va ricordato, è stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale.
Il ritorno. Va favorito in ogni caso il rientro dei sessanti insegnanti sardi con la valigia, che sono stati costretti a emigrare all’inizio dell’anno scolastico. È questo il senso della mozione presentata dal consigliere regionale Francesco Agus di Campo progressista e che sarà discussa nella prossima seduta. «Sono insegnanti – si legge nella mozione – che servono alla scuola sarda e non ha avuto proprio senso che il ministero li abbia obbligati ad andare altrove». Nella mozione, sottoscritta anche da Anna Maria Busia, Cp, e da Pierfranco Zanchetta e Antonio Gaia, entrambi dell’Upc, è scritto anche: «Dev’essere favorito il rientro in tempi brevi e per questo spetta alla Regione trattare con il ministero tutte le possibili soluzioni». Secondo i consiglieri «con il governo per quanto riguarda i problemi della scuola, la Regione ha dimostrato di poter strappare accordi a favore della Sardegna. A cominciare dal rinnovo dell’accordo con il ministero sul progetto regionale Iscol@ contro la dispersione scolastica e quindi proprio Iscol@ può essere una delle strade percorribili per far rientrare nell’isola i sessanta insegnanti trasferiti».
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