La Nuova Sardegna

Dalla cannabis all’Anas promossi 4 referendum

Dalla cannabis all’Anas promossi 4 referendum

Mdp e Radicali iniziano la raccolta delle firme: obiettivo 10mila per ogni quesito I sardi saranno chiamati anche a pronunciarsi sulla liberalizzazione dello spinello 

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La cannabis terapeutica, quella depotenziata, potrebbe essere prodotta in Sardegna e non solo dalla farmacia militare in Toscana. Ma «da noi potremmo sperimentare anche la liberalizzazione dello spinello» ed è questo è il secondo quesito. Poi c’è l’avvio dei porti franchi a Cagliari, Portovesme, Arbatax, Oristano, Olbia e Porto Torres: «Li aspettiamo da una ventina d’anni, ma se non partiranno in fretta la Sardegna sarà tagliata fuori da gran parte delle rotte del Mediterraneo e dalla Via della seta ripensata dai i cinesi». Infine, il quarto quesito: la nascita della vera Anas regionale, come l’ha ottenuta di recente il Friuli, che «ora è autonomo anche nella manutenzione delle strade». Sono questi i quattro temi al centro dei referendum consultivi lanciati ventiquattr’ore fa dal comitato Pro Sardinia. Visti così possono sembrare un minestrone: cosa c’entra la cannabis con la viabilità? C’entra eccome, perché il filo rosso che li unisce è la ricerca di «una o più possibilità, semmai coraggiose, che ci aiutino a far uscire la Sardegna dalla crisi». A dirlo è stato il consigliere regionale Paolo Zedda di Mdp, coordinatore del comitato, nel presentare la raccolta di firme necessarie per arrivare alla consultazione popolare. «Cominciamo oggi con i banchetti – ha detto Zedda – poi organizzeremo dibattiti ed eventi. Abbiamo un obiettivo da raggiungere: ogni quesito dovrà essere sostenuto da almeno 10mila elettori. Poi dovrà esprimersi l’Ufficio regionale per i referendum e se ci sarà, come ci auguriamo, il via libera, i sardi potrebbero essere chiamati alle urne a settembre-ottobre, o fra un anno, in primavera». Il capogruppo di Mdp, Daniele Cocco, è stato diretto: «È una grande occasione che abbiamo per superare lo stallo, andare oltre i soliti interventi, ma sfatare anche molti pregiudizi». Concetti tutti racchiusi nel bel video di lancio, realizzato dalla cagliaritana «Società Anonima comunicazione» – Maria Elisabetta Pini, Orietta Fossati, Paolo Beccari e Claudio Rossi – e cliccabile all’indirizzo www.prosardinia.org e su Youtube. Merita di essere visto: non solo per le immagini, suggestive, e la musica, tambureggiante, anche i testi sono coinvolgenti fino al messaggio finale: «Firma, vota, cambia».

Primo quesito. È sulla coltivazione della cannabis che non supera l’8 per cento di principio attivo ed è ad esclusivo usvo terapeutico. Da tempo è prescritta dai medici per alleviare i dolori di chi combatte ogni giorno contro la maledetta sclerosi multipla e altre malattie croniche. Finora è prodotta solo dall’Istituto militare di Firenze e poi venduta alle farmacie. «Ma in quantità ridotte – ha detto Martino Orrù, vicepresidente del comitato – mentre la richiesta è in aumento». Se nei campi ora abbandonati, fosse piantata la cannabis terapeutica «potremmo incassare fino a 150 milioni l’anno fra imposte e accise e garantire anche 10mila posti in tre anni».

Secondo quesito. È questo: «Volete voi che la Regione presenti alle Camere una proposta di legge per la regolamentazione legale della coltivazione, lavorazione e vendita della cannabis e dei suoi derivati per qualsiasi fine, compresi quelli ludici?». È questo il quesito, più del primo, che di sicuro solleverà polemiche su polemiche. «Attenzione però – ha detto Laura Di Napoli dei Radicali italiani e dell’associazione Luca Coscioni – il proibizionismo è stato un fallimento. Lo dicono anche medici e magistrati: ha arricchito solo la criminalità organizzata. In Sardegna invece potrebbe essere sperimentata la liberazione controllata. Noi Radicali abbiamo presentato una proposta di legge in Parlamento e lì si è è arenata. Ma il coraggio dimostrato oggi da Pro Sardinia potrebbe essere decisivo per superare le barriere che esistono». Paolo Zedda ha aggiunto: «Dove il tabù è caduto, ci sono meno tossicodipendenti soprattutto fra i giovani e meno detenuti per reati collegati alle sostanze stupefacenti leggere». (ua)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative