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Ente lirico, prosciolto il dirigente del Mibac

Ente lirico, prosciolto il dirigente del Mibac

L’ex direttore Nastasi era accusato di falsa testimonianza nel processo contro il sindaco Zedda 

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CAGLIARI. Arriva il non luogo a procedere per il potentissimo ex direttore generale del Ministero dei Beni culturali Salvo Nastasi, indagato per falsa testimonianza dal pm Giangiacomo Pilia dopo la controversa testimonianza al dibattimento in cui il sindaco Massimo Zedda era imputato - poi assolto, oggi sotto giudizio d’appello - di due abusi d’ufficio legati alla nomina di Marcella Crivellenti alla sovrintendenza del teatro lirico. Davanti al gup Giovanni Massidda la Procura ha ribadito la richiesta di rinviare a giudizio il dirigente ministeriale, ma dopo una camera di consiglio durata meno di mezz’ora il giudice ha deciso di accogliere quella dei difensori Guido Manca Bitti e Alessandro Reggiani: il fatto non sussiste, non ci sarà alcun processo a carico di Nastasi.

La vicenda è datata 18 novembre 2015: Nastasi venne chiamato al processo Zedda come persona informata sui fatti per dire la sua sulla nomina della Crivellenti, una nomina fortemente sostenuta da Zedda ma costata al sindaco-presidente della Fondazione lirica l’incriminazione per abuso d’ufficio. Il pm Pilia contestava al primo cittadino di Cagliari la decisione di ignorare i 44 candidati alla soprintendenza che avevano partecipato col proprio curriculum alla manifestazione d’interesse per puntare su un nome esterno, quello della Crivellenti. Quella scelta aveva determinato la bocciatura della nomina da parte del Tar, ma per la Procura integrava anche un reato. Nastasi però riferì al tribunale su una vicenda analoga, avvenuta al Lirico di Bologna: quella volta era stata l’ex ministra Annamaria Cancellieri a cestinare la manifestazione d’interesse perché i nomi dei candidati non soddisfacevano le esigenze del teatro e a suggerirle quella decisione - così raccontò in aula - era stato proprio Nastasi. Secondo il dirigente la sovrintendente aveva «tutto il diritto di scegliersi il sovrintendente che riteneva» e infatti la Cancellieri seguì il consiglio e nomino Francesco Ernani, un personaggio di grande prestigio nel mondo della musica che però non aveva partecipato alla manifestazione d’interesse indetta dalla Fondazione. Come dire un caso speculare rispetto a quello di Cagliari, sul quale il Mibac aveva dichiarato direttamente la propria approvazione.

In queste dichiarazioni, che la difesa di Zedda accolse con grande interesse, il pm Pilia ravvisò elementi falsi: le cose, secondo il magistrato, erano andate diversamente. L’accusa però è clamorosamente caduta ieri mattina: nessuna testimonianza falsa, il fatto non sussiste. (m.l)

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