Ma la Flat Tax aiuta solo l'élite economica
L'hanno attuata solo i Paesi dell'Est, l'Iraq e l'Islanda, che l'ha presto abolita. Gli studi non confermano benefici sulla crescita e la semplificazione fiscale
La Flat tax, apparentemente parte dell'accordo di governo tra Movimento 5 Stelle e la Lega (e quindi suppongo anche il Partito Sardo d'Azione) non ha credibilità dal punto di vista economico e sociale. Spero non venga attuata. Vediamo di capire il perché.
Avete considerato quali sono i Paesi che hanno introdotto la flat tax? Sono tutti Paesi dell'Est Europa più l'Iraq e l'Islanda, che comunque l'ha abolita nel 2010 dopo soli tre anni. Quindi Paesi che hanno avuto cambiamenti di regime profondi, certo non con la situazione dell'Italia.
Qual è l'obiettivo della flat tax? Sicuramente, quelli che l'hanno proposta in passato e la propongono adesso, affermano che una aliquota singola incentiva la crescita economica (meno tasse, più crescita), semplifica il sistema fiscale e quindi recupera evasione. Allo stesso tempo, si afferma, non si perdono entrate e si può mantenere la progressività del sistema fiscale, quindi senza danno per le diseguaglianze.A tal proposito, quindi, sono andato a vedere gli studi economici sull'impatto della flat tax.
Ci sono due tipi di studi: uno è composto da simulazioni sugli effetti di una ipotetica flat tax nei Paesi che non l'hanno introdotta in realtà. Un altro è composto da analisi sugli effetti reali nei Paesi che invece l'hanno introdotta. Gli studi del primo tipo sono numerosissimi mentre quelli del secondo sono molto limitati, anche perché i dati che questi Paesi hanno a disposizione non sono eccezionali e non permettono analisi econometriche sofisticate. Comunque, sia gli uni che gli altri tipi di studi non sono favorevoli alla flat tax. Non riescono ad attribuire alla flat tax i benefici sulla crescita economica e nemmeno riescono ad attribuire alla flat tax la semplificazione fiscale che si pensa risulti dall'avere una sola aliquota (in effetti due, considerando quella zero per redditi bassi). Non è tanto il numero delle aliquote quanto cosa si fa con la base imponibile - si pensi alle varie detrazioni etc. - che determina il livello della semplificazione del sistema fiscale.Invece, l'unico risultato sul quale c'è consenso in tutti gli studi è che la flat tax aumenta le diseguaglianze di reddito, e di conseguenza quelle economiche, uno dei problemi principali dell'Italia. Su questo non c'è alcun dubbio.
Gli studi sulla Russia, sulla Romania, così come le simulazioni su casi ipotetici, hanno dato risultati chiarissimi. Non solo, Hall and Rabuscha, che sono forse i più famosi proponitori della flat tax, nel loro studio aggiornato del 2007, il primo era del 1985, lo sostengono molto chiaramente: a pagina 152, affermano esplicitamente che la flat tax rappresenta "a tremendous boon to the economic elite" ovvero "un favore enorme alla elite economica". Quindi, anche se fosse possibile finanziarla e renderla neutra dal punto di vista delle entrate, quando i redditi bassi sono esentati (aliquota zero) e i redditi alti pagano meno tasse (non avrebbe senso altrimenti avere una sola aliquota uguale al livello piu alto del sistema vigente), per raggiungere lo stesso livello di gettito fiscale, il peso dovrà cadere per forza sui redditi medi.
Ora, vogliamo una riforma fiscale che non incentivi la crescita e aumenti le diseguaglianze, uno dei problemi principali dell'Italia? Vogliamo una riforma fiscale che i sostenitori principali dieci anni fa hanno esplicitamente definito che procura un favore enorme alla élite economica?
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