La Nuova Sardegna

A Sassari si studierà come in Usa, più discussioni e tecnologia in aula

di Salvatore Santoni
A Sassari si studierà come in Usa, più discussioni e tecnologia in aula

Dal Mit di Boston all’istituto comprensivo Monte Rosello alto. Le tecnologie per l’apprendimento attivo (Teal) utilizzate negli Stati Uniti sbarcano per la prima volta nell’isola

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SASSARI. Dal Mit di Boston all’istituto comprensivo Monte Rosello alto di Sassari. Le tecnologie per l’apprendimento attivo (Teal) utilizzate negli Stati Uniti sbarcano per la prima volta nell’isola con Classi 3.0, un progetto nato dal partenariato tra la scuola, l’istituto nazionale Indire, la Fondazione di Sardegna e il comune di Sassari. Un primo gruppo formato da venticinque docenti ha già cominciato il percorso di formazione che, grazie un nuoto metodo di apprendimento intriso di innovazione, consentirà di proiettare i loro gli alunni nel futuro.

Le tappe del progetto – la proponente e referente è la docente Laura Neri, che insegna nell’istituto comprensivo – sono state presentate ieri mattina a Sassari durante una conferenza stampa nella sede della fondazione. La prima fase riguarda la formazione di docenti e famiglie sul metodo Teal. «Lo abbiamo scelto – spiega la dirigente scolastica Rita Spanedda – perché implica un alto tasso di innovazione, sia in termini di spazi e attrezzature sia di approccio mentale all’insegnamento».

La seconda fase punta alla progettazione, insieme a un team di architetti del Fablab, di quattro aule che ospiteranno due prime classi delle elementari e altre due delle medie. Aule che verranno modificate con nuovi arredi e device. Le novità riguarderanno anche i tempi delle discipline: gli orari verranno riorganizzati per essere più funzionali al nuovo approccio. «La lezione Teal – sottolinea la ricercatrice di Indire, Silvia Panzavolta – si svolge secondo un canovaccio molto preciso per sollecitare l’inclusione e la partecipazione degli studenti, con lo scopo finale dell’avanzamento nel successo scolastico degli studenti».

La terza fase del progetto prevede l’avvio della sperimentazione con i bambini. Le aule verranno assegnate in funzione delle discipline. Il docente non avrà più a disposizione un ambiente indifferenziato da condividere con i colleghi di altre materie, ma potrà personalizzare il proprio spazio di lavoro adeguandolo a una didattica attiva, predisponendo arredi, materiali, libri, strumentazioni, device, software e altro ancora. Classi 3.0 è finanziato dalla Fondazione di Sardegna, che lo scorso anno ha lanciato per la prima volta un bando dedicato alle istituzioni scolastiche. «I problemi delle scuole dell’isola sono diventati una vera emergenza – commenta la vicepresidente della fondazione, Angela Mameli –. Per questo abbiamo di investire per un’inversione di tendenza. Nell’ultimo bando abbiamo raccolto un’ampia partecipazione con progetti notevoli e molto innovativi: ne abbiamo finanziati 134».

Il progetto per la scuola del quartiere di Monte Rosello alto coinvolge anche il Comune di Sassari, che ha messo in moto tre aree: le Politiche educative; i Lavori pubblici, che adegueranno spazi e arredi; e il settore dell’Innovazione tecnologica. «Gli spazi sono influenti rispetto alla qualità dell’apprendimento – spiega l’assessora alle Politiche educative, Alba Canu – perché creano l’ambiente ideale per gli studenti. Sassari ha scuole primarie di ottimo livello che si prodigano a trovare soluzioni e progetti che, come in questo caso, rappresentano vere eccellenze».
 

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