CARO WHEELER PORTI L’ACQUA ALL’ASINARA
di DANIELA SCANO
Risolvere il problema della rete idrica all’Asinara non è semplice come bere un bicchier d’acqua, questo è evidente. Infatti sono passati decenni e non è stato ancora risolto. Come è altrettanto...
2 MINUTI DI LETTURA
Risolvere il problema della rete idrica all’Asinara non è semplice come bere un bicchier d’acqua, questo è evidente. Infatti sono passati decenni e non è stato ancora risolto. Come è altrettanto risaputo che lo scaricabarile delle responsabilità amministrative e gestionali della perpetua emergenza sia stato gestito, dagli enti coinvolti, con il collaudato sistema dei vasi comunicanti. Ricordate la legge di Stevino? Due recipienti, indipendentemente dalla loro forma, se riempiti con un liquido si riempiono allo stesso livello. Le colpe liquide all’Asinara sono state distribuite equamente tra Abbanoa, Egas, Regione, Comune. Questo almeno fino al marzo del 2017 quando, con un inaspettato scatto di reni, al tavolo regionale è stato deciso che fosse il Comune di Porto Torres a gestire la progettazione e la esecuzione dei lavori di sistemazione dell’impianto idrico a Cala Reale e a Cala d’Oliva.
Oggi il sindaco Sean Wheeler si dichiara sdegnato per le ricostruzioni giornalistiche della vicenda e accusa Abbanoa, Regione ed Egas di «avere lasciato solo il Comune». Il primo cittadino assicura che il Comune «è in prima linea per il rilancio dell’Asinara ed è presente costantemente sull’isola per analizzare, progettare e mandare avanti le diverse iniziative».
Questa è una buona notizia, ma non è la notizia che stiamo aspettando. Che è abbastanza semplice: a che punto è il progetto per garantire tutto l’anno approvvigionamento costante di acqua potabile all’isola-parco? Un progetto per la cui realizzazione ci sono 3,2 milioni di euro già stanziati? Un progetto che il 28 marzo dello scorso anno, quattordici mesi fa, fece dire a Wheeler «sulla gestione del finanziamento c’era una iniziale diversità di vedute, ma è stato stabilito che sarà direttamente il Comune a gestire la progettazione e l’esecuzione dell’opera in stretta connessione con Egas, Abbanoa e assessorato regionale all’Ambiente». In stretta connessione non significa insieme.
Il sindaco oggi dice che a breve «si stabiliranno di concerto con gli altri enti coinvolti le linee guida per il progetto». Insomma, il progetto ancora non c’è, la pratica “acqua all’Asinara” non ha fatto neppure un passo in avanti dal marzo del 2017 ad oggi. Questa è una cattiva notizia e non, come vorrebbe far credere il sindaco, una tempesta in un bicchier d’acqua. La legge di Stevino delle colpe equamente distribuite è stata rispettata anche in questo caso. Adesso però, per favore, mettetevi al lavoro e portate l’acqua all’Asinara. Non è semplice come bere un bicchier d’acqua, ma di acqua sotto i ponti dell’Asinara ne è passata davvero troppa.
Oggi il sindaco Sean Wheeler si dichiara sdegnato per le ricostruzioni giornalistiche della vicenda e accusa Abbanoa, Regione ed Egas di «avere lasciato solo il Comune». Il primo cittadino assicura che il Comune «è in prima linea per il rilancio dell’Asinara ed è presente costantemente sull’isola per analizzare, progettare e mandare avanti le diverse iniziative».
Questa è una buona notizia, ma non è la notizia che stiamo aspettando. Che è abbastanza semplice: a che punto è il progetto per garantire tutto l’anno approvvigionamento costante di acqua potabile all’isola-parco? Un progetto per la cui realizzazione ci sono 3,2 milioni di euro già stanziati? Un progetto che il 28 marzo dello scorso anno, quattordici mesi fa, fece dire a Wheeler «sulla gestione del finanziamento c’era una iniziale diversità di vedute, ma è stato stabilito che sarà direttamente il Comune a gestire la progettazione e l’esecuzione dell’opera in stretta connessione con Egas, Abbanoa e assessorato regionale all’Ambiente». In stretta connessione non significa insieme.
Il sindaco oggi dice che a breve «si stabiliranno di concerto con gli altri enti coinvolti le linee guida per il progetto». Insomma, il progetto ancora non c’è, la pratica “acqua all’Asinara” non ha fatto neppure un passo in avanti dal marzo del 2017 ad oggi. Questa è una cattiva notizia e non, come vorrebbe far credere il sindaco, una tempesta in un bicchier d’acqua. La legge di Stevino delle colpe equamente distribuite è stata rispettata anche in questo caso. Adesso però, per favore, mettetevi al lavoro e portate l’acqua all’Asinara. Non è semplice come bere un bicchier d’acqua, ma di acqua sotto i ponti dell’Asinara ne è passata davvero troppa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google