Pigliaru all’Europa: più attenzione per le isole
Il governatore a Bruxelles rilancia il patto con Corsica e Baleari: esempio virtuoso di collaborazione
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CAGLIARI. Non solo peste suina al centro della missione di Pigliaru a Bruxelles. Nella due giorni nel cuore dell’Europa il governatore si è soffermato anche sulla necessità di una maggiore politica di coesione, anche alla luce dell’affermarsi in tutta Europa, di forze populiste, e sull’intensificarsi delle relazioni tra le isole del Mediterraneo. Dopo aver incontrato il Commissario europeo Vytenis Povilas Andriukaitis sul tema della Peste suina africana, il governatore ha preso parte alla seduta plenaria del Comitato delle Regioni. Argomento centrale è stata la politica di coesione post 2020, che disegnerà il futuro dell’Europa. «L’idea di Europa rischia di essere messa in crisi dal crescente consenso ottenuto da forze populiste che tendono a erigere muri e a cercare soluzioni agendo separatamente – dichiara Francesco Pigliaru –. Ciò che alimenta quel consenso è la grande, insostenibile disuguaglianza tra persone e tra territori. In questo quadro, la politica di coesione è più importante di prima. Bisogna lavorare, certo, perché sia più efficace, ma è anche essenziale che non venga ridimensionata in termini di risorse. Questo vale per tutti i territori, ma a maggior ragione per quelli svantaggiati geograficamente come le isole».
Pigliaru ha poi portato all’attenzione la posizione della Sardegna, esposta il 24 aprile a Bruxelles nel lavoro portato avanti dall’Intergruppo Isole del Parlamento europeo. «In quell’occasione, insieme a Corsica e Baleari, abbiamo illustrato alla Commissaria europea Corinna Cretu il nostro patto tra isole, che rappresenta non solo una buona pratica di lavoro condiviso su tematiche comuni, ma anche un caso concreto di collaborazione e dialogo tra territori d’Europa, un esempio virtuoso che di questi tempi è particolarmente importante. Questa esperienza e la centralità dei nostri territori in uno scenario mediterraneo sempre più complesso, rendono evidente come la politica di coesione post 2020 non solo non debba lasciare indietro le isole ma, al contrario, sostenerne lo sviluppo. E ciò – conclude Pigliaru – deve avvenire attraverso l’attivazione di dispositivi normativi mirati a superare gli svantaggi dell’insularità tenendo conto delle specificità, a partire dalla distanza dal continente».
Pigliaru ha poi portato all’attenzione la posizione della Sardegna, esposta il 24 aprile a Bruxelles nel lavoro portato avanti dall’Intergruppo Isole del Parlamento europeo. «In quell’occasione, insieme a Corsica e Baleari, abbiamo illustrato alla Commissaria europea Corinna Cretu il nostro patto tra isole, che rappresenta non solo una buona pratica di lavoro condiviso su tematiche comuni, ma anche un caso concreto di collaborazione e dialogo tra territori d’Europa, un esempio virtuoso che di questi tempi è particolarmente importante. Questa esperienza e la centralità dei nostri territori in uno scenario mediterraneo sempre più complesso, rendono evidente come la politica di coesione post 2020 non solo non debba lasciare indietro le isole ma, al contrario, sostenerne lo sviluppo. E ciò – conclude Pigliaru – deve avvenire attraverso l’attivazione di dispositivi normativi mirati a superare gli svantaggi dell’insularità tenendo conto delle specificità, a partire dalla distanza dal continente».
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