La Nuova Sardegna

Da Bratislava alla Cina il pubblico affascinato dalla tradizione

di Vincenzo Garofalo
Da Bratislava alla Cina il pubblico affascinato dalla tradizione

Sulle tribune gruppi arrivati da ogni angolo del mondo In estasi gli alpini di Voghera: «Innamorati della Sardegna»

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SASSARI. È colpo di fulmine fra la Cavalcata sarda e i turisti arrivati a Sassari da mezzo mondo per ammirare i costumi e conoscere cibo, musica, paesaggi e persone di Sardegna. Assiepano le tribune allestite in piazza d’Italia o sgomitano per conquistarsi un posto in prima fila davanti alle transenne che delimitano il percorso della sfilata.

E hanno tutti un’aria estasiata e lo sguardo perso nel diluvio di colori, maschere e suoni. Un amore a prima vista che nemmeno le difficoltà incontrate per arrivare e ripartire dalla Sardegna, o per trovare una sistemazione negli hotel della zona, alla faccia dell’isola turistica, sembrano in grado di scalfire.

È così per una comitiva di turisti israeliani. Sono trenta e, come dice la loro accompagnatrice Ditza Kempler, «Siamo tutti innamorati della Sardegna». Può sembrare una frase di circostanza, ma non in questo caso: «È la prima volta che vediamo la Cavalcata, ma veniamo in Sardegna da cinque anni, la stiamo scoprendo poco alla volta, e di sicuro torneremo anche l’anno prossimo», continua la turista israeliana. Torneranno, anche se le uniche difficoltà che hanno incontrato sono i collegamenti: «Siamo arrivati in aereo ad Alghero facendo scalo a Roma, ma per il ritorno dovremo ripartire da Elmas perché qui non abbiamo trovato posto nei voli per Fiumicino». I collegamenti aerei invece favoriscono lo scambio culturale e turistico con la Slovacchia: in inverno il sindaco di Sassari è stato ospite alla fiera Danubius Gastro e ora la vicesindaca di Bratislava in tribuna in piazza d’Italia a godersi la Cavalcata: «Ero già stata a Sassari per i Candelieri, ma non per questa che è una festa straordinaria, vedo molte affinità con il folklore della Slovacchia», dice Ludmila Farkasovska. «Gli scambi culturali fra le nostre realtà possono senz’altro generare cose positive. Noi abbiamo il Danubio e voi avete un mare strepitoso che quest’anno ho avuto modo di conoscere». Arrivano ancora da più lontano Lee Xiang, Wang e altri studenti cinesi completamente estasiati davanti ai gruppi che sfoggiano i costumi della tradizione sarda: «Anche da noi ci sono eventi che mettono in mostra la nostra storia, ma quello che stiamo vedendo qua oggi è davvero unico». Non mancano i turisti italiani. Loro conoscono meglio la Sardegna, ma la Cavalcata è stata una sorpresa inattesa: «Io vengo spesso in Sardegna ma non avevo mai visto la Cavalcata», dice Gianpaolo Colzi, da Prato. Stringe la pipa fra le labbra, la macchina fotografica fra le mani, ma lo sguardo è fisso su costumi e cavalieri che mettono in mostra la bellezza dell’isola: «È una cosa straordinaria, mai visto niente di così bello. I costumi sono davvero fantastici. Avevo sentito parlare di questa manifestazione, ma pensavo di trovare solo cavalli». Invece ha trovato la Sardegna, anche a tavola: «Sono stato ieri a cena in un locale di cucina tipica sassarese. Mi è sembrato di tornare bambino, ho ritrovato sapori genuini che non sentivo dall'infanzia».

La Sardegna ha riservato sorprese anche al nutrito gruppo del Club Alpino di Voghera: «è l’isola ideale per il trekking. Si parla sempre di Sardegna per le spiagge, il mare», spiegano Elena Scupelli e Loredana Cotroneo, «ma qua abbiamo trovato molto altro, e questa festa è la testimonianza di quanto la vostra isola sia ricca di cultura, di tradizione e di aspetti che non si fermano al classico turismo balneare».

Loro alloggiano ad Alghero, ma trovare posto in hotel non è stato facile: «Abbiamo avuto difficoltà. I posti negli alberghi erano quasi tutti esauriti, e abbiamo rischiato di non trovare una sistemazione».

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