La Nuova Sardegna

ORA SASSARI FACCIA SCELTE PIÙ CORAGGIOSE

di GIANNI BAZZONI

A Sassari sbarca da domani il “Road show nazionale” dell’Anci, una sorta di faccia a faccia tra le città sostenibili che vedrà delegati in rappresentanza di tutti i comuni medi d’Italia. E il...

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A Sassari sbarca da domani il “Road show nazionale” dell’Anci, una sorta di faccia a faccia tra le città sostenibili che vedrà delegati in rappresentanza di tutti i comuni medi d’Italia. E il confronto con le altre realtà è fondamentale per progettare la crescita e per uscire dal torpore di una crisi che trascinandosi dietro le scorie della grande industria insediata a Porto Torres alla fine degli anni ’50 - quella che ha prodotto benefici importanti ma ha anche generato squilibri gravi e lasciato una eredità pesante che va assolutamente gestita - ha anche annientato (con un rapporto di forza in cui lo squilibrio era evidente) i filoni di uno sviluppo alternativo possibile. Sassari non ha avuto la forza e le idee per reagire, per “ripensarsi in chiave moderna” come ha scritto sulla Nuova la professoressa Maria Antonietta Mazzette.

E oggi Sassari si interroga su quale direzione intraprendere, quali sono le vocazioni, quale ordine assegnare ai cosiddetti fattori di sviluppo: cultura e tradizioni, innovazione, mare e turismo, ma anche servizi. Sulla tavola apparecchiata questi ingredienti compaiono più o meno una sola volta l’anno, cose mangiate e poi rimesse nel forno che le ripresenta seguendo le date del calendario. Ma un progetto di sviluppo, una rinascita vera che ha origine da una reazione alla crisi, necessita di scelte coraggiose e di certezze motivate.

Le possibilità ci sono, ma hanno bisogno di una propulsione che vada al di là dei recinti, degli schieramenti di potere che spesso nascono da vecchie logiche e da gestioni superate dai tempi. Serve una svolta vera, che non è facile ma sicuramente possibile. L’Università tra le più antiche d’Italia può essere il simbolo della ricerca e del sapere, il collegamento tra il pensare e il fare, il laboratorio delle ricette, alcune anche originali. Si vede, nei fatti, che l’innovazione tecnologica avanza a grandi passi e nel nord Sardegna ha esempi concreti come quello di Abinsula che vale come prova di successo. E anche lo sport, con la bella storia della Dinamo Basket che fa bene in serie A ed è capace anche di prendersi lo scudetto tricolore è un segno di umanità, perché poi non si può pretendere di vincere sempre.

Il turismo abbraccia il mare, e Sassari ha Platamona e tutta la zona dell’Argentiera dove c’è solo da fare, perché quello che resta è un insieme di incompiute che segnano negativamente l’orizzonte. Sassari come città territorio, un’area vasta che pretende un piano di sviluppo con la consapevolezza che il patrimonio è di valore straordinario. Perché le presenze archeologiche e architettoniche sono di livello mondiale, l’ambiente e la natura hanno certificazioni che non necessitano di revisioni (dal parco Nazionale dell’Asinara a quello di Porto Conte).

Il sogno c’è da tempo, va solo realizzato. Si può fare il primo passo, ed è quello citato all’inizio: trasporti e mobilità delle persone e delle merci. Da lì si si parte, e forse non c’è neppure da inventare niente di nuovo. Perché certi progetti ci sono già.



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