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Strutture a pezzi, servono 10 milioni

Strutture a pezzi, servono 10 milioni

Recuperabile il depuratore, necessarie manutenzioni urgenti negli invasi

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SASSARI. La radiografia del sistema idrico dell’Asinara viene svolta nel 2017, dopo un sopralluogo tecnico di otto ore. E l’isola, a livello di reti idriche e impianti, è molto malconcia. Ecco perché Abbanoa è sempre stata refrattaria a prendere in carico una serie di infrastrutture fatiscenti e perlopiù inutilizzabili. Il sistema idrico dell’isola può essere suddiviso in 4 comparti indipendenti: Fornelli – Santa Maria, Tumbarino, Cala Reale –Trabuccato e Cala d’Oliva. Ai tempi del carcere gli impianti erano diversi, e l’approvvigionamento idrico doveva essere efficiente. Ma per riqualificare le strutture al momento 3,2 milioni di euro sarebbero solo un anticipo. Probabilmente non basterebbero nemmeno 10 milioni di euro.

Di recuperabile c’è sicuramente l’impianto di potabilizzazione attualmente in uso per l’abitato di Cala d’Oliva, realizzato nel 2002, e con una capacità di trattamento potenziale di 20 mc/h. Il Comune di Porto Torres ha effettuato degli interventi di manutenzione, ma si tratta di riparazioni insufficienti per garantire il buon funzionamento dei macchinari. Sempre a Cala D’Oliva c’è un impianto di depurazione relativamente recente realizzato dal Comune.

Inoltre ci sono una serie di invasi e di bacini attivi, che potrebbero garantire l’autosufficienza idrica dell’isola. Su questo tasto batte molto il sindaco Wheeler, per scongiurare il progetto di alimentazione esterna del sistema dell’acqua. Gli invasi però necessitano interventi di recupero e messa in sicurezza, come ad esempio quello di Pecorile, dove spesso galleggiano le carogne degli animali annegati. Anche i bacini artificiali di Fornelli, Santa Maria, Campu Pedru presentano cedimenti e perdite, e richiedono urgenti manutenzioni.

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