Deiana: «Serve un movimento civico»
di Claudio Zoccheddu
Il presidente dell’Anci a confronto con il sindaco Zedda in vista delle Regionali
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SASSARI. Se doveva essere un lancio, è avvenuto nel modo più pacato possibile. Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas e presidente dell’Anci sarda, ha parlato di quello che tutti chiamano “Partito dei sindaci” senza mai nominarlo, ribadendo la sua appartenenza al Pd ma anche mettendo in luce una convinzione che sembra piuttosto chiara nella prospettiva delle prossime elezioni regionali: «Dobbiamo proporre un movimento civico perché il presidente della Regione deve essere il sindaco della Sardegna e l’amministrazione civica deve essere replicata su scala regionale». Un concetto ribadito a grandi linee anche dal sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, che però è stato molto meno diretto: «Lo sviluppo deve partire delle comunità e ci dobbiamo organizzare per fare qualcosa». Più che un pensiero comune, quindi, una sinapsi ancora acerba che svela poco e niente delle comunicazione politica tra primi cittadini che, se mai verrà intavolata, è decisamente lontana dalle idee di chi poteva iniziare a immaginare la coalizione dei primi cittadini come la vera novità delle elezioni regionali previste per l’inizio del prossimo anno.
La tavola rotonda. L’occasione del confronto è stata apparecchiata dal circolo sassarese “Giuseppe Dossetti” che ha invitato politici, studiosi e operatori sociali a discutere il tema del “nuovo civismo” che potrebbe nascere dall’alternanza tra paesi e città. Un argomento vasto che offriva numerosi spunti in un momento politico particolarmente delicato in cui il circolo sassarese si è posto l’obiettivo di rimettere al centro dell’attenzione l’insegnamento sociale della Chiesa e i valori cattolico-democratici. Deiana e Zedda non si sono sottratti al dibattito e se il sindaco di Bortigiadas ha stigmatizzato la tendenza dello scarico di responsabilità degli amministratori degli enti locali, contrapponendogli la necessità di sviluppare il concetto di “solidarietà territoriale”, il primo cittadino di Cagliari ha suggerito di affrontare il futuro puntando sulle competenze e sulla necessità di partecipare alle scelte comuni coinvolgendo i cittadini per recuperare le idee che non sono nate quando si è trattato di affrontare il fenomeno della globalizzazione. Dal presidente dell’Anci, poi, sono partite alcune bordate rivolte al sistema partitico che “ha perso la sua collocazione nell’arco costituzionale” e, nello specifico, alla sua area di riferimento, il Pd: «Che però critico dall’interno perché ne condivido i principi».
Il partito democratico. E proprio il futuro del Pd sardo era uno degli attrattori dell’incontro convocato nell’auditorium della parrocchia Mater Ecclesiae. Tra gli interventi, infatti, era in programma quello di Dolores Lai, candidata alla segreteria regionale del Pd che domani che si riunirà in assemblea. Non sono arrivati riferimenti diretti o appelli particolari. La candidata ha affrontato l’argomento “Pd” evidenziandone i recenti passaggi a vuoto: «Il Pd e tutti i partiti devono riconoscere gli errori che sono stati commessi e che hanno generato disillusione perdendo la credibilità. Noi dobbiamo ricostruire la credibilità dei partiti e delle istituzioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La tavola rotonda. L’occasione del confronto è stata apparecchiata dal circolo sassarese “Giuseppe Dossetti” che ha invitato politici, studiosi e operatori sociali a discutere il tema del “nuovo civismo” che potrebbe nascere dall’alternanza tra paesi e città. Un argomento vasto che offriva numerosi spunti in un momento politico particolarmente delicato in cui il circolo sassarese si è posto l’obiettivo di rimettere al centro dell’attenzione l’insegnamento sociale della Chiesa e i valori cattolico-democratici. Deiana e Zedda non si sono sottratti al dibattito e se il sindaco di Bortigiadas ha stigmatizzato la tendenza dello scarico di responsabilità degli amministratori degli enti locali, contrapponendogli la necessità di sviluppare il concetto di “solidarietà territoriale”, il primo cittadino di Cagliari ha suggerito di affrontare il futuro puntando sulle competenze e sulla necessità di partecipare alle scelte comuni coinvolgendo i cittadini per recuperare le idee che non sono nate quando si è trattato di affrontare il fenomeno della globalizzazione. Dal presidente dell’Anci, poi, sono partite alcune bordate rivolte al sistema partitico che “ha perso la sua collocazione nell’arco costituzionale” e, nello specifico, alla sua area di riferimento, il Pd: «Che però critico dall’interno perché ne condivido i principi».
Il partito democratico. E proprio il futuro del Pd sardo era uno degli attrattori dell’incontro convocato nell’auditorium della parrocchia Mater Ecclesiae. Tra gli interventi, infatti, era in programma quello di Dolores Lai, candidata alla segreteria regionale del Pd che domani che si riunirà in assemblea. Non sono arrivati riferimenti diretti o appelli particolari. La candidata ha affrontato l’argomento “Pd” evidenziandone i recenti passaggi a vuoto: «Il Pd e tutti i partiti devono riconoscere gli errori che sono stati commessi e che hanno generato disillusione perdendo la credibilità. Noi dobbiamo ricostruire la credibilità dei partiti e delle istituzioni».
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