La Nuova Sardegna

AD ASSEMINI SVENTOLA UNA BANDERUOLA FUORI TEMPO

di LUCA ROJCH

Savona è il ministro che serve all’Italia, o forse se ne potrebbe fare a meno. Con la Lega ci sono tanti punti in comune. E il governo è una scelta quasi naturale. Anzi no. O forse sì. Il povero...

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Savona è il ministro che serve all’Italia, o forse se ne potrebbe fare a meno. Con la Lega ci sono tanti punti in comune. E il governo è una scelta quasi naturale. Anzi no. O forse sì.

Il povero supporter a 5 stelle con schizofrenica abilità surfa sulle onde distorte che arrivano dagli accordi dei suoi leader. E su Facebook lancia crociate per abbattere il nemico, che diventa amico. Che va santificato e difeso. Perché le ideologie sono morte.

Ma una certezza al militante a 5 Stelle è rimasta. Il presidente della Repubblica ha fatto un golpe soft. Ha negato il governo giallo-verde. Il popolo ha scelto e lui si è opposto. La colpa è di Mattarella, è lui che non vuole fare il governo. Serve l’impeachment, lo stato di accusa. Tutti in piazza il 2 giugno. Ma in fondo il presidente della Repubblica ha applicato la costituzione e la messa in stato di accusa è una esagerazione. Meglio collaborare col Colle. Meglio sostenere il presidente che prova a salvare la Patria. E alla fine ha ricevuto il candidato premier Di Maio.

Ma il nodo è l’Europa, da cui è meglio uscire. Senza usare più quella moneta. E Savona ha ragione. Beh certo nessuno ha mai detto di lasciare l’Europa, ma di cambiarla da dentro.

Il povero ultrà a 5 Stelle viene preso da un comprensibile senso di smarrimento politico-esistenziale.

Il simbolo di questa confusione è il sindaco di Assemini. Mario Puddu è uno dei leader del Movimento in Sardegna. Per molti è il sicuro nuovo governatore. Il primo sindaco a 5 stelle non è uno sprovveduto della politica. Al contrario è già fine conoscitore dei meccanismi della amministrazione della pubblica cosa.

Ma davanti a questa oscillazione di posizioni e sentimenti dei capi bastone nazionali Puddu non riesce a stare in ritmo. E suo malgrado è come la massaia che perde una puntata della sua telenovela. Resta indietro sulla trama e perde il filo troppo intricato del racconto.

Puddu nella sede del Comune ha ammainato le bandiere dell’Italia e dell’Europa. Sono rimasti solo i 4 mori e sotto un cartello con l’hashtag lanciato da Di Maio #ilmiovotoconta.

Ma Puddu con questa sua azione ha confuso la casa comune con la sua. Il suo ruolo pubblico con quello dell’attivista politico. Ma forse a rendere ancora più stonata la presa di posizione del primo cittadino di Assemini è stato il repentino cambiamento del suo leader. Di Maio è passato dall’alto tradimento all’alto gradimento nei confronti di Mattarella in qualche ora. Troppo poco perché i supporter a 5 stelle potessero orientarsi in questo cambio di rotta.

Troppo poco perché Puddu potesse far sventolare di nuovo le bandiere. E in queste infinite inversioni a U anche i militanti più fedeli alla linea rischiano di sbattere la testa e riveder le stelle.

@LucaRojch. @RIPRODUZIONE RISERVATA



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