Abbanoa, caos sulla nomina di Murtas
Niente bando e bufera in maggioranza. Chieste e respinte le dimissioni di Balzarini
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CAGLIARI. Abbanoa è al centro di una nuova bufera politica stavolta tutta interna alla maggioranza di centrosinistra, con anche la richiesta di dimissioni dell’assessore ai lavori pubblici, Edoardo Balzarini, subito respinta dal governatore Pigliaru.
Il motivo dell’ultima disputa è la recente conferma del direttore generale di Abbanoa, Sandro Murtas, decisa dall’amministratore unico Alessandro Ramazzotti, a poche settimane dalla scadenza del suo contratto.
Ad accendere le polveri è stata l’interpellanza presentata da Antonio Gaia dell’Upc, e firmata anche da alcuni consiglieri di altri partiti del centrosinistra, Pd, Mdp, Campo progressista e Sinistra sarda, più i Rossomori e Psd’Az-La Base. In quella nomina – è scritto nell’interpellanza – «sono state commesse gravi omissioni». Per poi entrare nel dettaglio: «Non è stata rispettata la trasparenza sul reclutamento del personale nelle società sotto il controllo pubblico e neanche i principi inviolabili di imparzialità». In sostanza, è la contestazione, Murtas sarebbe stato nominato senza prima la pubblicazione di un bando e senza che altri vi potessero partecipare. Con questa conclusione, ancora dall’interpellanza: «Il presidente della Regione deve revocare la fiducia all’assessore ai lavori pubblici, che avrebbe dovuto vigilare sulla nomina e non l’ha fatto». La replica della Regione è stata immediata: «È una richiesta assolutamente irricevibile e infondata. Se è giusto e doveroso – è scritto nel comunicato della Presidenza – l’esercizio di critica e controllo da parte dei consiglieri regionali, è sicuramente inappropriato l’intervento della politica, in questo e in altri casi in cui si è polemizzato su incarichi dirigenziali». Per chiudere con una seconda risposta secca: «Nel caso di Abbanoa tra l’altro è evidente la piena competenza dell’amministratore nella scelta del direttore generale». Non è finita. Nello scontro è intervenuto anche il capogruppo del Pds, Gianfranco Congiu, partito che ha designato Balzarini. «L’assessore – si legge – non si tocca. Poi chi firma l’interpellanza, dovrebbe avere semmai il coraggio di presentare una mozione di sfiducia, ma non ce l’ha. Quindi, siamo di fronte a un’iniziativa bislacca, pretestuosa e infondata. In ogni caso se la maggioranza dovesse riconoscersi nel messaggio giustizialista dell’interpellanza, non può esserci compatibilità tra noi e voi». La controreplica di Gaia è stata: «Quanto accaduto è di una gravità assoluta e l’assessore sarebbe dovuto intervenire. Neanche un partito di maggioranza, in questo caso il Pds, può imporre ai consiglieri che della stessa maggioranza fanno parte o ad altri di non denunciare fatti gravissimi».
Il motivo dell’ultima disputa è la recente conferma del direttore generale di Abbanoa, Sandro Murtas, decisa dall’amministratore unico Alessandro Ramazzotti, a poche settimane dalla scadenza del suo contratto.
Ad accendere le polveri è stata l’interpellanza presentata da Antonio Gaia dell’Upc, e firmata anche da alcuni consiglieri di altri partiti del centrosinistra, Pd, Mdp, Campo progressista e Sinistra sarda, più i Rossomori e Psd’Az-La Base. In quella nomina – è scritto nell’interpellanza – «sono state commesse gravi omissioni». Per poi entrare nel dettaglio: «Non è stata rispettata la trasparenza sul reclutamento del personale nelle società sotto il controllo pubblico e neanche i principi inviolabili di imparzialità». In sostanza, è la contestazione, Murtas sarebbe stato nominato senza prima la pubblicazione di un bando e senza che altri vi potessero partecipare. Con questa conclusione, ancora dall’interpellanza: «Il presidente della Regione deve revocare la fiducia all’assessore ai lavori pubblici, che avrebbe dovuto vigilare sulla nomina e non l’ha fatto». La replica della Regione è stata immediata: «È una richiesta assolutamente irricevibile e infondata. Se è giusto e doveroso – è scritto nel comunicato della Presidenza – l’esercizio di critica e controllo da parte dei consiglieri regionali, è sicuramente inappropriato l’intervento della politica, in questo e in altri casi in cui si è polemizzato su incarichi dirigenziali». Per chiudere con una seconda risposta secca: «Nel caso di Abbanoa tra l’altro è evidente la piena competenza dell’amministratore nella scelta del direttore generale». Non è finita. Nello scontro è intervenuto anche il capogruppo del Pds, Gianfranco Congiu, partito che ha designato Balzarini. «L’assessore – si legge – non si tocca. Poi chi firma l’interpellanza, dovrebbe avere semmai il coraggio di presentare una mozione di sfiducia, ma non ce l’ha. Quindi, siamo di fronte a un’iniziativa bislacca, pretestuosa e infondata. In ogni caso se la maggioranza dovesse riconoscersi nel messaggio giustizialista dell’interpellanza, non può esserci compatibilità tra noi e voi». La controreplica di Gaia è stata: «Quanto accaduto è di una gravità assoluta e l’assessore sarebbe dovuto intervenire. Neanche un partito di maggioranza, in questo caso il Pds, può imporre ai consiglieri che della stessa maggioranza fanno parte o ad altri di non denunciare fatti gravissimi».
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