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«Bella esperienza ma si può crescere»

«Bella esperienza ma si può crescere»

La ditta di trasporti turistici Mereu ha accolto una studentessa

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SASSARI. Quando si stratta di descrivere il tempo trascorso all’interno del programma ministeriale di alternanza scuola-lavoro l’aggettivo che sceglie è “positivo”. Fabio Mereu, titolare di un’azienda che si occupa di trasporti turistici e di affitti di auto e bici, è reduce da un’esperienza diretta: «Abbiamo ospitato una studentessa del liceo linguistico – spiega – e devo dire che tutto sommato è stata una bella novità nonostante nel programma ministeriale ci siano diverse cose che possono essere migliorate». Innanzi tutto, mancherebbe una piattaforma in grado di avvicinare le necessità degli studenti a quelle delle imprese. Non è il caso dell’azienda di Fabio Mereu. «La studentessa si è occupata di rispondere alle mail dei turisti stranieri, ad esempio, ma non è potuta andare sino in fondo perché non ha avuto il tempo di approfondire il suo impiego – aggiunge Mereu – perché un rapporto può iniziare a diventare produttivo quando l’esperienza diventa pluriennale. In poco tempo non si può fare molto». Non solo, dall’impiego di una persona nuova, a maggior ragione quello di una studentessa alle prese con il primo impiego, non si possono pretendere miracoli: «Le abbiamo affiancato una dipendente, in modo che le potesse spiegare il funzionamento dell’azienda e le procedure da seguire. Una cosa normalissima, succede per tutti i nuovi assunti, ma in questo caso ho perso l’apporto di una risorsa della mia azienda per formare una ragazza che ha fatto un’esperienza brevissima». Ci sono poi altri limiti legati alle polizza assicurative, che non permettevano alla studentessa di uscire dall’ufficio.

Una volta messi da parte i limiti e gli intrecci di una burocrazia respingente, il contatto umano è invece un ricordo che Fabio Mereu evoca con piacere: «Lei ci ha messo l’entusiasmo tipico dei ragazzi della sua età e alla fine era quasi diventata una mascotte per noi. Anche per questo motivo mi auguro che in futuro il programma possa essere migliorato fino al punto di offrire ai giovani un’esperienza che possa fornire opportunità concrete e, magari, instradarli verso un particolare percorso di studi». (c.z.)

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