Oliena batte l’antipolitica quattro candidati in pista
di Paolo Merlini
È sfida aperta nel paese alle falde del Corrasi dopo 8 mesi di commissariamento Tre uomini e una donna si contendono la poltrona dell’ex sindaco Salis
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OLIENA. In tempi di astensionismo e antipolitica, bisogna tornare alla prima Repubblica per trovare nel paese alle falde del Corrasi una situazione analoga a quella delle prossime elezioni amministrative, con ben quattro candidati in corsa per la carica di sindaco e oltre sessanta aspiranti consiglieri. Sintomo di una reazione corale dopo l’onta del commissario prefettizio, arrivato qui a ottobre in seguito al disfacimento della maggioranza che esprimeva il sindaco Martino Salis, alla guida di un’alleanza che andava dal Pd a Forza Italia e che inevitabilmente si è dissolta per incompatibilità di vedute ed estrema litigiosità a neppure due anni dal voto. Proprio per questo in molti a Oliena considerano una parentesi di quiete gli otto mesi trascorsi con il commissario prefettizio (Manuel Delogu, direttore generale dell’Istituto etnografico, ex dirigente della Provincia di Nuoro con cui continua a collaborare, tessera del Pd), e non nascondono che gradirebbero proseguire con questa esperienza ancora un po’.
Le partite aperte. In uno dei paesi più operosi e floridi della Sardegna centrale, apripista di un turismo che coniuga ambiente, gastronomia e tradizione recentemente lodato anche dal quotidiano britannico Times con un appassionato reportage incentrato sul resort Su Gologone, commissario a parte i problemi sono rimasti gli stessi: spopolamento, collegamenti pubblici e viabilità totalmente precari, e il lavoro che comincia a scarseggiare. Se il calo degli abitanti (dal 2000 a oggi persi circa 700 abitanti, che oggi sono poco più di settemila in totale) in realtà è del tutto fisiologico, ed è dovuto alla naturale diminuzione delle nascite, ben più grave è il problema dei collegamenti stradali. In testa c’è il ponte di Oloè, sbarrato al traffico tra Oliena e Dorgali (e dunque la porta di questa parte di Barbagia per chi arriva dal mare): chiuso dopo l’alluvione del 2013, riaperto dopo un paio d’anni in seguito a una parziale ricostruzione, ha mostrato ulteriori cedimenti ed è stato messo sotto sequestro dalla magistratura. Sulla riapertura della strada insistono un po’ tutti i candidati.
Fele. In pista c’è Salvatore Fele, storico e autorevole esponente del Psd’Az. Sessant’anni, veterinario, è stato sindaco dal 1995 al 2005. «La strada non è soltanto la nostra porta più immediata per i flussi turistici della costa – dice Fele – ma è anche uno strumento di lavoro per i tanti pastori che sono costretti a giri lunghi e tortuosi per raggiungere le proprie aziende. Fele, che fa parte della direzione nazionale del Psd’Az, ha stretto alleanza con Forza Italia (“non creda a chi le parla di liste essenzialmente civiche, i partiti contano sempre”, sottolinea). Rivendica di aver guidato da sindaco iniziative come le Cortes Apertas e le Strade del vino Cannonau, il recupero del centro storico con pavimentazioni in pietra al posto dell’asfalto, e vuole dare ancora il suo contributo. “Amo troppo Oliena per vederla ridotta alla sopravvivenza”, spiega l’ex sindaco che nel suo ufficio esibiva una maglia regalatagli da Gianfranco Zola, il campione che lui vorrebbe come testimonial nel mondo del suo paese.
Sanna. L’avversario più agguerrito è Mattia Sanna, 30 anni, praticante legale e giornalista pubblicista. Laurea alla Luiss, ha poi conseguito un master in leadership politica. È vicino al mondo dell’associazionismo (guida i volontari del soccorso). Anche lui non è alla prima esperienza politica. Nel mandato precedente era presidente del consiglio comunale, espressione della maggioranza guidata dall’avvocato Martino Salis. Vicino ai riformatori, si definisce un moderato, ma ha lo sguardo lungo su ciò che può ancora fare Oliena per tornare a essere il faro di uno sviluppo possibile nelle zone interne. La sua è una lista giovane, con molti laureati, e qualche ripescaggio dalla precedente esperienza amministrativa, come l’ex assessore Pd Valentino Carta. Al primo posto per lui c’è la lotta alla disoccupazione e la creazione di politiche giovanili forti, basate sulle risorse e sul know how del luogo. «Vorrei far capire ai miei coetanei, ma non solo a loro, che qui c’è tanto da fare e la possibilità di vivere meglio che altrove». Parla dello sviluppo dell’agricoltura locale, a cominciare dall’olio che si ricava dalla “nera di Oliena” per continuare con il vino (Oliena è la patria del Nepente).
Salis. Il legame con il territorio è fortissimo anche per Gianfranca Salis, 46 anni, archeologa, dirigente della Soprintendenza. Un curriculum di tutto rispetto, in questo campo, con laurea, master e specializzazioni conseguiti con il massimo dei voti, direzioni di scavi importanti. Come Sa sedda ‘e sos carros, villaggio nuragico con preziose e forse uniche testimonianze sulla vita, il lavoro e il culto religioso delle acque dei sardi di più di tremila anni fa. Il sito è nella valle di Lanaitho, un luogo magico per gli amanti della speleologia con le sue grotte (qui si addestrano da anni gli astronauti del programma internazionale Esa). Salis ritiene che sia una risorsa poco utilizzata, vorrebbe promuoverla ulteriormente, dare vita a un orto botanico e creare nuove possibilità di lavoro, meglio se legate al turismo ambientale, dal cicloturismo alle escursioni. Anche per lei non è la prima esperienza politica (è stata vice sindaco una decina d’anni fa), ma è la prima donna che si candida allo scranno di primo cittadino nella storia di Oliena, e confida ovviamente anche nel voto femminile.
Congiu. Ultimo ma non certo per importanza Sebastiano Congiu, 50 anni. Perito agrario in forza all’agenzia regionale Laore, è alla sua prima esperienza politica. Guida Movimentiamo il nostro futuro per Oliena, una stella bianca su campo giallo. Una sola, e non cinque, perché la lista che guida pur ispirandosi apertamente a M5S non ha ottenuto il visto dell’ufficialità dal movimento nazionale. Sul motivo del mancato riconoscimento Congiu dice che in tempi di exploit grillino c’è un sostanziale intasamento delle richieste da tutta Italia e dunque si tratterebbe di un mero problema burocratico. I candidati avversari storcono un po’ il naso di fronte a questa giustificazione ma non vanno oltre con lodevole fair play. «Quando Di Battista è venuto in Sardegna ha fatto tappa da noi per un incontro – dice – siamo Cinque Stelle a tutti gli effetti. Da un anno abbiamo una sede dove ci riuniamo una volta alla settimana per affrontare i problemi più urgenti del paese, e individuare soluzioni». Anche qui al primo posto disoccupazione da battere con lo sviluppo dell’agricoltura, del turismo ambientale. E il problema dell’acqua nel paese delle fonti di Su Gologone, e ancora la soluzione del caso Oloè. «Vogliamo battere la disaffezione verso la politica, specie dei più giovani, riportare la gente a votare. Non abbiamo interessi personali, né secondi fini. Siamo una squadra che vuole mettersi al lavoro per la comunità». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le partite aperte. In uno dei paesi più operosi e floridi della Sardegna centrale, apripista di un turismo che coniuga ambiente, gastronomia e tradizione recentemente lodato anche dal quotidiano britannico Times con un appassionato reportage incentrato sul resort Su Gologone, commissario a parte i problemi sono rimasti gli stessi: spopolamento, collegamenti pubblici e viabilità totalmente precari, e il lavoro che comincia a scarseggiare. Se il calo degli abitanti (dal 2000 a oggi persi circa 700 abitanti, che oggi sono poco più di settemila in totale) in realtà è del tutto fisiologico, ed è dovuto alla naturale diminuzione delle nascite, ben più grave è il problema dei collegamenti stradali. In testa c’è il ponte di Oloè, sbarrato al traffico tra Oliena e Dorgali (e dunque la porta di questa parte di Barbagia per chi arriva dal mare): chiuso dopo l’alluvione del 2013, riaperto dopo un paio d’anni in seguito a una parziale ricostruzione, ha mostrato ulteriori cedimenti ed è stato messo sotto sequestro dalla magistratura. Sulla riapertura della strada insistono un po’ tutti i candidati.
Fele. In pista c’è Salvatore Fele, storico e autorevole esponente del Psd’Az. Sessant’anni, veterinario, è stato sindaco dal 1995 al 2005. «La strada non è soltanto la nostra porta più immediata per i flussi turistici della costa – dice Fele – ma è anche uno strumento di lavoro per i tanti pastori che sono costretti a giri lunghi e tortuosi per raggiungere le proprie aziende. Fele, che fa parte della direzione nazionale del Psd’Az, ha stretto alleanza con Forza Italia (“non creda a chi le parla di liste essenzialmente civiche, i partiti contano sempre”, sottolinea). Rivendica di aver guidato da sindaco iniziative come le Cortes Apertas e le Strade del vino Cannonau, il recupero del centro storico con pavimentazioni in pietra al posto dell’asfalto, e vuole dare ancora il suo contributo. “Amo troppo Oliena per vederla ridotta alla sopravvivenza”, spiega l’ex sindaco che nel suo ufficio esibiva una maglia regalatagli da Gianfranco Zola, il campione che lui vorrebbe come testimonial nel mondo del suo paese.
Sanna. L’avversario più agguerrito è Mattia Sanna, 30 anni, praticante legale e giornalista pubblicista. Laurea alla Luiss, ha poi conseguito un master in leadership politica. È vicino al mondo dell’associazionismo (guida i volontari del soccorso). Anche lui non è alla prima esperienza politica. Nel mandato precedente era presidente del consiglio comunale, espressione della maggioranza guidata dall’avvocato Martino Salis. Vicino ai riformatori, si definisce un moderato, ma ha lo sguardo lungo su ciò che può ancora fare Oliena per tornare a essere il faro di uno sviluppo possibile nelle zone interne. La sua è una lista giovane, con molti laureati, e qualche ripescaggio dalla precedente esperienza amministrativa, come l’ex assessore Pd Valentino Carta. Al primo posto per lui c’è la lotta alla disoccupazione e la creazione di politiche giovanili forti, basate sulle risorse e sul know how del luogo. «Vorrei far capire ai miei coetanei, ma non solo a loro, che qui c’è tanto da fare e la possibilità di vivere meglio che altrove». Parla dello sviluppo dell’agricoltura locale, a cominciare dall’olio che si ricava dalla “nera di Oliena” per continuare con il vino (Oliena è la patria del Nepente).
Salis. Il legame con il territorio è fortissimo anche per Gianfranca Salis, 46 anni, archeologa, dirigente della Soprintendenza. Un curriculum di tutto rispetto, in questo campo, con laurea, master e specializzazioni conseguiti con il massimo dei voti, direzioni di scavi importanti. Come Sa sedda ‘e sos carros, villaggio nuragico con preziose e forse uniche testimonianze sulla vita, il lavoro e il culto religioso delle acque dei sardi di più di tremila anni fa. Il sito è nella valle di Lanaitho, un luogo magico per gli amanti della speleologia con le sue grotte (qui si addestrano da anni gli astronauti del programma internazionale Esa). Salis ritiene che sia una risorsa poco utilizzata, vorrebbe promuoverla ulteriormente, dare vita a un orto botanico e creare nuove possibilità di lavoro, meglio se legate al turismo ambientale, dal cicloturismo alle escursioni. Anche per lei non è la prima esperienza politica (è stata vice sindaco una decina d’anni fa), ma è la prima donna che si candida allo scranno di primo cittadino nella storia di Oliena, e confida ovviamente anche nel voto femminile.
Congiu. Ultimo ma non certo per importanza Sebastiano Congiu, 50 anni. Perito agrario in forza all’agenzia regionale Laore, è alla sua prima esperienza politica. Guida Movimentiamo il nostro futuro per Oliena, una stella bianca su campo giallo. Una sola, e non cinque, perché la lista che guida pur ispirandosi apertamente a M5S non ha ottenuto il visto dell’ufficialità dal movimento nazionale. Sul motivo del mancato riconoscimento Congiu dice che in tempi di exploit grillino c’è un sostanziale intasamento delle richieste da tutta Italia e dunque si tratterebbe di un mero problema burocratico. I candidati avversari storcono un po’ il naso di fronte a questa giustificazione ma non vanno oltre con lodevole fair play. «Quando Di Battista è venuto in Sardegna ha fatto tappa da noi per un incontro – dice – siamo Cinque Stelle a tutti gli effetti. Da un anno abbiamo una sede dove ci riuniamo una volta alla settimana per affrontare i problemi più urgenti del paese, e individuare soluzioni». Anche qui al primo posto disoccupazione da battere con lo sviluppo dell’agricoltura, del turismo ambientale. E il problema dell’acqua nel paese delle fonti di Su Gologone, e ancora la soluzione del caso Oloè. «Vogliamo battere la disaffezione verso la politica, specie dei più giovani, riportare la gente a votare. Non abbiamo interessi personali, né secondi fini. Siamo una squadra che vuole mettersi al lavoro per la comunità». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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