l’intervista/il deputato di forza italia
Pittalis: «Governo a trazione grillina preoccupato per metano ed ex Alcoa»
SASSARI. Boccia il governo Lega-5 stelle, promuove Savona e aspetta il ritorno di Berlusconi. Da Roma, dove è stato eletto alla Camera dopo 24 anni in Consiglio regionale, Pietro Pittalis osserva con...
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Boccia il governo Lega-5 stelle, promuove Savona e aspetta il ritorno di Berlusconi. Da Roma, dove è stato eletto alla Camera dopo 24 anni in Consiglio regionale, Pietro Pittalis osserva con preoccupazione la nascita del governo Conte. «Il giudizio ce lo riserviamo a quando inizieranno a lavorare sui primi provvedimenti – dice il deputato di Forza Italia –. Valuteremo se sarà del cambiamento come hanno annunciato e anche di che cambiamento si tratterà. Per ora non mi pare ci sia grande attenzione verso la nostra isola. È chiaro però che noi sosterremo tutti i provvedimenti utili diretti a ridurre la pressione fiscale, a dare sostegno alle famiglie, alle imprese. Giudicheremo il governo in base alla attenzione che porrà per le emergenze della Sardegna».
Che ne pensa del contratto di governo?
«Al momento mi sembra un esecutivo a forte trazione grillina e questo è il dato più preoccupante. Hanno un programma della giustizia che sembra di tornare all’era di Robespierre. Confidiamo nelle capacità degli amici della Lega e nel loro senso di responsabilità di non farsi trascinare nella deriva grillina che per noi rappresenta il vuoto più assoluto».
Al governo c’è però il ministro Paolo Savona.
«È uno dei pochi sui quali mi sento di esprimere un giudizio positivo, insieme al sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Lo conosciamo da sardo. È una persona informata sulle questioni aperte in Sardegna e mostrerà quella attenzione che finora è mancata da parte del governo nazionale. Ma un ministro sardo non basta. Serve anche una giunta che non rimanga immobile come in questa legislatura. Una giunta che alzi la voce con lo Stato. In questi anni mai un confronto serio sulla vertenza Sardegna. La presenza di Savona mi rincuora».
Come ha giudicato il no di Mattarella?
«È stato un gravissimo errore politico nel rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica. Non può passare l’idea che in Europa comandino Germania e Francia e noi stiamo al traino. Mattarella, che finora ha sempre mostrato grande saggezza ed equilibrio, su Savona ha perso un’occasione per dare un segnale forte all’Europa».
Quali rischi vede nel patto Lega-M5s?
«Credo ci sarà più un motivo di scontro tra le forze di maggioranza. Penso ai diritti e ai temi etici. Ma anche a come fare ripartire l’Italia sul piano infrastrutture. Una delle prime iniziative che assumerò sarà per capire se ai progetti del metano e dell’ex Alcoa si darà corso, e con quale cronoprogramma, o se saranno accantonati. Se stiamo alle dichiarazioni dei 5 stelle c’è da essere preoccupati».
Gli ultimi sondaggi mostrano una Lega inarrestabile, a danno soprattutto di Fi.
«Siamo reduci da una competizione che ha visto aumentare Forza Italia anche in termini di voti. La sua vera forza non si è ancora vista per l’inagibilità del presidente Berlusconi, ma con la sua riabilitazione ne vedremo delle belle. In questo momento ha mostrato senso dello Stato, non ha voluto sfruttare il dilettantismo delle forze in campo, ma con la sua discesa in campo ritorneremo sopra il 20».
Dopo l’asse con il M5s la Lega è ancora un vostro alleato?
«La Lega continua a essere un punto di riferimento in tutte le regioni in cui governiamo. In Sardegna deve essere ancora costruito lo schema per le elezioni, che non sarà più in un’ottica bipolare, ci sarà una terza componente. Come centrodestra dobbiamo lavorare in un’ottica nuova, autonomista, identitaria. Uno schema che includa tutte le forze che possono in qualche modo combattere politiche gridate, qualunquismo, avventurieri e possano lavorare a un progetto serio». (al.pi.)
Che ne pensa del contratto di governo?
«Al momento mi sembra un esecutivo a forte trazione grillina e questo è il dato più preoccupante. Hanno un programma della giustizia che sembra di tornare all’era di Robespierre. Confidiamo nelle capacità degli amici della Lega e nel loro senso di responsabilità di non farsi trascinare nella deriva grillina che per noi rappresenta il vuoto più assoluto».
Al governo c’è però il ministro Paolo Savona.
«È uno dei pochi sui quali mi sento di esprimere un giudizio positivo, insieme al sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Lo conosciamo da sardo. È una persona informata sulle questioni aperte in Sardegna e mostrerà quella attenzione che finora è mancata da parte del governo nazionale. Ma un ministro sardo non basta. Serve anche una giunta che non rimanga immobile come in questa legislatura. Una giunta che alzi la voce con lo Stato. In questi anni mai un confronto serio sulla vertenza Sardegna. La presenza di Savona mi rincuora».
Come ha giudicato il no di Mattarella?
«È stato un gravissimo errore politico nel rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica. Non può passare l’idea che in Europa comandino Germania e Francia e noi stiamo al traino. Mattarella, che finora ha sempre mostrato grande saggezza ed equilibrio, su Savona ha perso un’occasione per dare un segnale forte all’Europa».
Quali rischi vede nel patto Lega-M5s?
«Credo ci sarà più un motivo di scontro tra le forze di maggioranza. Penso ai diritti e ai temi etici. Ma anche a come fare ripartire l’Italia sul piano infrastrutture. Una delle prime iniziative che assumerò sarà per capire se ai progetti del metano e dell’ex Alcoa si darà corso, e con quale cronoprogramma, o se saranno accantonati. Se stiamo alle dichiarazioni dei 5 stelle c’è da essere preoccupati».
Gli ultimi sondaggi mostrano una Lega inarrestabile, a danno soprattutto di Fi.
«Siamo reduci da una competizione che ha visto aumentare Forza Italia anche in termini di voti. La sua vera forza non si è ancora vista per l’inagibilità del presidente Berlusconi, ma con la sua riabilitazione ne vedremo delle belle. In questo momento ha mostrato senso dello Stato, non ha voluto sfruttare il dilettantismo delle forze in campo, ma con la sua discesa in campo ritorneremo sopra il 20».
Dopo l’asse con il M5s la Lega è ancora un vostro alleato?
«La Lega continua a essere un punto di riferimento in tutte le regioni in cui governiamo. In Sardegna deve essere ancora costruito lo schema per le elezioni, che non sarà più in un’ottica bipolare, ci sarà una terza componente. Come centrodestra dobbiamo lavorare in un’ottica nuova, autonomista, identitaria. Uno schema che includa tutte le forze che possono in qualche modo combattere politiche gridate, qualunquismo, avventurieri e possano lavorare a un progetto serio». (al.pi.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
