A casa il ministro dell’Interno, era conosciuto per la fama di duro
Sembra sfumare, almenonell'immediato, l'annunciata visita in Tunisia di Matteo Salvini per incontrare il suo omologo e discutere di migranti dopo lescintille dei giorni scorsi. A tre giorni dal...
1 MINUTI DI LETTURA
Sembra sfumare, almeno
nell'immediato, l'annunciata visita in Tunisia di Matteo Salvini per incontrare il suo omologo e discutere di migranti dopo le
scintille dei giorni scorsi. A tre giorni dal naufragio al largo delle isole tunisine Kerkennah, costato la vita ad almeno 68 persone (in gran parte tunisini), il premier Youssef Chahed ha rimosso dall'incarico il ministro dell'Interno Lofti Brahem senza precisarne le motivazioni ma solo il nome del suo sostituto ad interim: l'attuale ministro della Giustizia, Ghazi Jeribi. Inevitabile tuttavia l'accostamento tra il siluramento e la tragedia delle Kerkennah, con il corollario di accuse alle forze di sicurezza di non avere vigilato a sufficienza le coste, aggravato dal fatto che nelle ultime ore la procura di Sfax ha aperto un'indagine per chiarire eventuali complicità tra polizia e trafficanti di esseri umani. Non è bastato dunque all'ormai ex ministro Brahem annunciare ieri una serie di provvedimenti di sospensione di una decina di alti responsabili di Guardia nazionale e Guardia costiera a Kerkennah e Sfax, né gli è stata sufficiente, a mantenergli il posto, la sua fama di duro, grazie alla quale era stato scelto dallo stesso Chahed nel settembre 2017.
nell'immediato, l'annunciata visita in Tunisia di Matteo Salvini per incontrare il suo omologo e discutere di migranti dopo le
scintille dei giorni scorsi. A tre giorni dal naufragio al largo delle isole tunisine Kerkennah, costato la vita ad almeno 68 persone (in gran parte tunisini), il premier Youssef Chahed ha rimosso dall'incarico il ministro dell'Interno Lofti Brahem senza precisarne le motivazioni ma solo il nome del suo sostituto ad interim: l'attuale ministro della Giustizia, Ghazi Jeribi. Inevitabile tuttavia l'accostamento tra il siluramento e la tragedia delle Kerkennah, con il corollario di accuse alle forze di sicurezza di non avere vigilato a sufficienza le coste, aggravato dal fatto che nelle ultime ore la procura di Sfax ha aperto un'indagine per chiarire eventuali complicità tra polizia e trafficanti di esseri umani. Non è bastato dunque all'ormai ex ministro Brahem annunciare ieri una serie di provvedimenti di sospensione di una decina di alti responsabili di Guardia nazionale e Guardia costiera a Kerkennah e Sfax, né gli è stata sufficiente, a mantenergli il posto, la sua fama di duro, grazie alla quale era stato scelto dallo stesso Chahed nel settembre 2017.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google