La Nuova Sardegna

Conte incassa il voto di fiducia «Ora fermezza con l’Europa»

di Marcello Campo
Conte incassa il voto di fiducia «Ora fermezza con l’Europa»

A Montecitorio 350 sì, 236 contrari e 35 astenuti. Anche Vittorio Sgarbi vota a favore Il presidente del Consiglio illustra il programma e assicura: non stravolgeremo le cose buone fatte

3 MINUTI DI LETTURA





ROMA. Dopo il Senato, la Camera. Il governo guidato da Giuseppe Conte incassa la definitiva fiducia, pronto così a partire nell'attuazione del suo programma. «Da oggi pronti a lavorare per migliorare la qualità della vita degli italiani», commenta il premier in serata su twitter. L'Aula di Montecitorio approva l'esecutivo gialloverde con un'ampia maggioranza, 350 sì, (4 in più rispetto alle previsioni della vigilia, con Vittorio Sgarbi, più tre deputati eletti all'estero) 236 contrari e 35 astenuti, al termine di una seduta surriscaldata da una forte tensione, in particolare con il Pd. Durissimo il capogruppo dem Graziano Delrio: «Tutti i grandi dittatori lo fanno in nome del popolo. Parlo della storia e non di voi», urla in Aula. «Non è qui per concederci il privilegio di vederla osservare la Costituzione. Ha il dovere di rispettarla. Il nostro augurio è che non faccia il pupazzo dei partiti». Netta anche l'opposizione della capogruppo azzurra, Maria Stella Gelmini, secondo cui «Salvini è stato forse un abile leader della Lega, ma non un leader unificante del centrodestra come Silvio Berlusconi». Il capo politico M5s Luigi Di Maio parla invece della nascita «della Terza Repubblica», mentre il segretario leghista, Matteo Salvini, non aspetta l'esito del voto, per volare a Brindisi dove tiene una iniziativa elettorale.

Nella sua lunga replica, Conte tocca quasi tutti i punti del suo programma, dall'Europa al fisco, dalla giustizia all'immigrazione, dalle banche alla crescita. Malgrado questo esecutivo venga definito il «di cambiamento», assicura che non intende cancellare tutto il lavoro compiuto nel recente passato. «Noi, nell'immigrazione come nella scuola non arriviamo qui per stravolgere ciò che di buono è stato fatto», promette. In apertura rivolge un saluto al capo dello Stato. «Nell'ambito delle sue prerogative costituzionali - esordisce Conte - ha presieduto all'attività di formazione di questo governo, gli sono doverosamente grato per tutto quanto ha fatto sin qui. Una delle cose che più mi ha addolorato è stato quando c'è stato un attacco alla memoria di un suo congiunto». Conte non fa il nome di Piersanti Mattarella, mancanza che poi verrà rimarcata polemicamente sempre da Delrio. Il premier si difende dalla critica di aver dimenticato l'ambiente: «La green economy per noi - assicura - non è solo uno slogan, ma il futuro per i nostri figli». Quindi annuncia che sicuramente ci sarà una revisione dei provvedimenti sul credito cooperativo e le banche popolari. Boccia quindi come «manichea» la divisione tra «giustizialisti e garantisti», annunciando interventi nel settore della giustizia e lamentando che oggi «chi ha i soldi, chi può permettersi buone difese riesce a difendere meglio le proprie ragioni». E promette di «promuovere una crescita sociale e economica, nel rispetto del principio di discesa progressiva del debito». Quindi di avere la «fermezza necessaria per essere ascoltati nei negoziati nei tavoli europei».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative