Asinara, si riparte da zero dopo un anno di promesse
di Luigi Soriga
Nell’incontro organizzato dall’Egas emerge la verità: è tutto fermo al 2017 Nuovo incontro tra un mese. Per ora non esiste neanche un progetto
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SASSARI. La base di partenza è un punto morto. Per un nuovo sistema idrico all’Asinara, occorre tirare una linea e ripartire da zero. O almeno da quell’ultima riunione del 2017 dove tutti gli enti coinvolti nel progetto avrebbero dovuto svolgere i compiti a casa. Ma questa serie di impegni, a distanza di un anno, non si sono mai concretizzati. Ecco il perché della situazione di stallo ed ecco perché il direttore di Egas Renzo Ponti, ieri pomeriggio alle 15,30, ha voluto riunire tutti nuovamente attorno a un tavolo. Ma da quella linea di partenza, visti i toni, le posizioni distanti e il tenore del confronto, non è detto si facciano grossi passi avanti. E siamo al nulla assoluto, perché non solo non esiste un progetto, ma ancora non è stato nominato neanche un rup.
Tra gli attori in campo, il più ottimista è Egas. «Diciamo che la riunione è servita a rimetterci in moto – spiega Ponti – e a riassegnare i compiti a casa. Da questo momento ognuno sa ciò che dovrà fare da oggi a un mese. Perché il prossimo incontro è fissato tra 30 giorni». I punti fermi e le competenze di ciascuno dovrebbero essere queste: il Comune di Porto Torres, che è il titolare del finanziamento di 3,2 milioni di euro per elaborare il progetto esecutivo delle reti e degli impianti all’Asinara, dovrà produrre in breve tempo un documento preliminare. «La priorità riguarda lo stato di consistenza delle reti nell’isola – dice Ponti – al momento non c’è uno studio che fornisce una fotografia precisa dell’esistente. E invece si tratta di uno step necessario per inserire l’Asinara nel perimetro di Abbanoa e consentirle di prendere in carico reti e impianti. In questi passaggi di consegne, i comuni devono fornire lo stato di consistenza di ciò che andranno a cedere. La procedura è questa. Quindi il Comune di Porto Torres dovrà affidare l’incarico a un professionista perché produca uno studio sullo stato delle reti. Il documento dovrà poi essere approvato da Egas e Abbanoa. Se l’amministrazione non ha risorse proprie, può anche attingere dal finanziamento di 3,2 milioni di euro. Abbanoa da parte sua dovrà portare per la prossima riunione una serie di indicazioni sugli interventi più urgenti da eseguire all’Asinara. Ha a disposizione carte, competenze e informazioni che le consentono di fornire un primo parere tecnico». Fin qui le buone intenzioni. La realtà invece sembra differente, e sarà interessante vedere chi farà i compiti il mese prossimo.
La posizione di Abbanoa è chiarissima: «La situazione dell’Asinara è talmente complessa e grave che per risolverla bisogna intervenire in maniera straordinaria – dice il direttore generale Sandro Murtas – Occorre una task force, lavorare in grande, non si può pensare di trovare una soluzione con consulenze e collaborazioni a spot. Bisogna mettere in campo competenze e strumenti. Se ci viene chiesto di gestire direttamente il progetto, allora siamo pronti a farlo anche rapidamente. Ma con queste auspicate sinergie, alla luce delle difficoltà del progetto, si rischia solo di perdere tempo e finanziamenti».
Chi invece va via, quasi sbattendo la porta, è il sindaco di Porto Torres Sean Wheleer. «Un incontro totalmente inutile, che ha ribadito ancora una volta ciò che sapevo da tempo: del destino dell’Asinara, in quella sala, importava solo al sottoscritto. Ad Abbanoa interessa solo gestire i finanziamenti, altrimenti si tira fuori. Abbiamo chiesto che mettesse a disposizione tecnici e strumenti per aiutarci nella mappatura delle reti. Egas ci ha risposto che, se non avevamo risorse proprie per predisporre lo stato di consistenza, potevamo attingere dai 3,2 milioni di euro. Ma come? Quei soldi servono per un realizzare un progetto innovativo, non per scoprire dove passa un tubo vecchio e inutilizzabile. Chiediamo ad Abbanoa di partecipare alle spese di gestione idrica, e scopriamo che non è disposta a mettere un euro neanche per spurgare i gabinetti. Ma intanto intasca in tariffa circa 400mila euro l’anno per un servizio all’Asinara mai erogato. Spero che i sardi non debbano più pagare un centesimo in bolletta per ciò che Abbanoa non fa. Quindi ci ritroviamo punto e a capo. Col Comune di Porto Torres, come in tutti questi anni, lasciato completamente solo».
Tra gli attori in campo, il più ottimista è Egas. «Diciamo che la riunione è servita a rimetterci in moto – spiega Ponti – e a riassegnare i compiti a casa. Da questo momento ognuno sa ciò che dovrà fare da oggi a un mese. Perché il prossimo incontro è fissato tra 30 giorni». I punti fermi e le competenze di ciascuno dovrebbero essere queste: il Comune di Porto Torres, che è il titolare del finanziamento di 3,2 milioni di euro per elaborare il progetto esecutivo delle reti e degli impianti all’Asinara, dovrà produrre in breve tempo un documento preliminare. «La priorità riguarda lo stato di consistenza delle reti nell’isola – dice Ponti – al momento non c’è uno studio che fornisce una fotografia precisa dell’esistente. E invece si tratta di uno step necessario per inserire l’Asinara nel perimetro di Abbanoa e consentirle di prendere in carico reti e impianti. In questi passaggi di consegne, i comuni devono fornire lo stato di consistenza di ciò che andranno a cedere. La procedura è questa. Quindi il Comune di Porto Torres dovrà affidare l’incarico a un professionista perché produca uno studio sullo stato delle reti. Il documento dovrà poi essere approvato da Egas e Abbanoa. Se l’amministrazione non ha risorse proprie, può anche attingere dal finanziamento di 3,2 milioni di euro. Abbanoa da parte sua dovrà portare per la prossima riunione una serie di indicazioni sugli interventi più urgenti da eseguire all’Asinara. Ha a disposizione carte, competenze e informazioni che le consentono di fornire un primo parere tecnico». Fin qui le buone intenzioni. La realtà invece sembra differente, e sarà interessante vedere chi farà i compiti il mese prossimo.
La posizione di Abbanoa è chiarissima: «La situazione dell’Asinara è talmente complessa e grave che per risolverla bisogna intervenire in maniera straordinaria – dice il direttore generale Sandro Murtas – Occorre una task force, lavorare in grande, non si può pensare di trovare una soluzione con consulenze e collaborazioni a spot. Bisogna mettere in campo competenze e strumenti. Se ci viene chiesto di gestire direttamente il progetto, allora siamo pronti a farlo anche rapidamente. Ma con queste auspicate sinergie, alla luce delle difficoltà del progetto, si rischia solo di perdere tempo e finanziamenti».
Chi invece va via, quasi sbattendo la porta, è il sindaco di Porto Torres Sean Wheleer. «Un incontro totalmente inutile, che ha ribadito ancora una volta ciò che sapevo da tempo: del destino dell’Asinara, in quella sala, importava solo al sottoscritto. Ad Abbanoa interessa solo gestire i finanziamenti, altrimenti si tira fuori. Abbiamo chiesto che mettesse a disposizione tecnici e strumenti per aiutarci nella mappatura delle reti. Egas ci ha risposto che, se non avevamo risorse proprie per predisporre lo stato di consistenza, potevamo attingere dai 3,2 milioni di euro. Ma come? Quei soldi servono per un realizzare un progetto innovativo, non per scoprire dove passa un tubo vecchio e inutilizzabile. Chiediamo ad Abbanoa di partecipare alle spese di gestione idrica, e scopriamo che non è disposta a mettere un euro neanche per spurgare i gabinetti. Ma intanto intasca in tariffa circa 400mila euro l’anno per un servizio all’Asinara mai erogato. Spero che i sardi non debbano più pagare un centesimo in bolletta per ciò che Abbanoa non fa. Quindi ci ritroviamo punto e a capo. Col Comune di Porto Torres, come in tutti questi anni, lasciato completamente solo».
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