LA MADDALENA: LA GIUSTIZIA INCOMPIUTA
di TIZIANA SIMULA
Il tempo è stato alleato di chi, eventualmente, ha commesso quell’autentico scempio ambientale che si trova nel fondale dello specchio di mare davanti all’ex Arsenale militare. Proprio davanti ai...
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Il tempo è stato alleato di chi, eventualmente, ha commesso quell’autentico scempio ambientale che si trova nel fondale dello specchio di mare davanti all’ex Arsenale militare. Proprio davanti ai loro occhi.
La partita non è però ancora chiusa e il Comune proverà ad avanzare nuove accuse. Quel disastro ambientale che sinora è rimasto inspiegabilmente fuori dal procedimento, come se riempire il fondale di detriti in uno dei mari più belli del mondo sia cosa di poco conto. È chiaro che da questo processo i maddalenini si aspettavano tanto, a cominciare dal giusto risarcimento dopo la grande illusione del G8 e la vergogna delle opere rimaste incompiute oppure ultimate e poi, però, abbandonate al loro destino. Monumenti tristi, testimoni di un degrado al quale si cerca ancora oggi faticosamente di rimediare con nuovi finanziamenti e nuovi progetti. Insomma, fare oggi quello che non si è riusciti a fare in questi dieci lunghi anni.
Resta comunque l’amarezza di una Giustizia incompiuta e di un tribunale che impiega quattro anni per notificare correttamente gli atti alle parti in giudizio. Un altro duro colpo all’immagine del tribunale di Tempio e, più in generale, all’amministrazione della giustizia in Gallura che sembra il Trenino verde ai tempi dell’alta velocità. Cioè pochi uomini e pochi mezzi a disposizione per celebrare speditamente i processi ed evitare l’estinzione del reato per prescrizione.
In altre parole, dare un senso al bisogno di giustizia della comunità.
La partita non è però ancora chiusa e il Comune proverà ad avanzare nuove accuse. Quel disastro ambientale che sinora è rimasto inspiegabilmente fuori dal procedimento, come se riempire il fondale di detriti in uno dei mari più belli del mondo sia cosa di poco conto. È chiaro che da questo processo i maddalenini si aspettavano tanto, a cominciare dal giusto risarcimento dopo la grande illusione del G8 e la vergogna delle opere rimaste incompiute oppure ultimate e poi, però, abbandonate al loro destino. Monumenti tristi, testimoni di un degrado al quale si cerca ancora oggi faticosamente di rimediare con nuovi finanziamenti e nuovi progetti. Insomma, fare oggi quello che non si è riusciti a fare in questi dieci lunghi anni.
Resta comunque l’amarezza di una Giustizia incompiuta e di un tribunale che impiega quattro anni per notificare correttamente gli atti alle parti in giudizio. Un altro duro colpo all’immagine del tribunale di Tempio e, più in generale, all’amministrazione della giustizia in Gallura che sembra il Trenino verde ai tempi dell’alta velocità. Cioè pochi uomini e pochi mezzi a disposizione per celebrare speditamente i processi ed evitare l’estinzione del reato per prescrizione.
In altre parole, dare un senso al bisogno di giustizia della comunità.
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