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Le spiagge del Sinis in cima alle preferenze dei predoni di sabbia

Le spiagge del Sinis in cima alle preferenze dei predoni di sabbia

E intanto inizia la guerra all’erosione: alla Pelosa asciugamani vietati per conservare l'arenile

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SASSARI. Gli ultimi sono stati fermati appena qualche giorno fa. L’estate non ha fatto in tempo ad arrivare che già i primi turisti erano pronti ad abbandonare la Sardegna portandosene un pezzo in valigia. Tra i misteri che vivono a ridosso di questo traffico illegale ce n’è uno particolarmente inquietante: per quale motivo una persona dovrebbe rischiare una multa, o nella migliore delle ipotesi un una solenne figuraccia, pur di portare a casa un pugno di sabbia? Un dilemma che non verrà mai chiarito. Si possono fare solo ipotesi, dunque. C’è chi dice che venga utilizzata per il fondo degli acquari domestici, c’è chi sostiene che invece finisca in giardino, magari dentro qualche aiuola.

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Ci sono poi i teorici del collezionismo, che immaginano un espositore in cui l’unica attrazione è la sabbia, raccolta magari nei quattro angoli del mondo. Sia quel che sia, la sabbia dovrebbe restare al suo posto il più a lungo possibile perché gli usi domestici non sono tollerati e tollerabili, qualsiasi essi siano. Se il dubbio sull’utilizzo delle refurtive è più che lecito, il luogo di provenienza non è un mistero. Le spiagge più saccheggiate sono quelle del Sinis. Il movente non è legato ad alcun complotto: i chicchi di quarzo fossile sono una rarità ed è possibile che qualcuno se ne innamori al punto di perdere la ragione e di infilarla in una bottiglietta insieme alla sabbia. Poi, il controllo del territorio è particolarmente complicato: oltre 30 chilometri di costa raggiungibile da pochi accessi che conducono a strade sterrate che costeggiano le spiagge. Per rubare la sabbia basta un attimo.

Is Aruttas, Mari Ermi e Maimoni hanno spodestato dal trono la spiaggia più saccheggiata fino a quando, proprio per evitare di vederla diventare un ricordo, è stata chiusa al pubblico. La Spiaggia Rosa di Budelli, nell’arcipelago della Maddalena, era la vittima preferita dei ladri di sabbia. E per colpa di pochi, adesso non ci si può nemmeno fare il bagno. Nell’elenco ci sono tanti altri lidi da sogno dell’isola come La Pelosa, a Stintino, dove l’eccessiva pressione antropica e i furti di sabbia hanno convinto il sindaco a vietare l’uso degli asciugamani in spiaggia, per evitare l’asporto involontario, e a varare una serie di misure drastiche per contrastare l’eroso e per garantire il futuro. Un compito che presto potrebbe spettare a tanti altri sindaci.
 

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