UNA MISOGINIA FUORI DAL TEMPO
Ha stupito un po’ tutti, anche nel vasto ambiente dei cori, che a Nuoro coinvolge direttamente almeno cinquecento persone ma che tanto spazio ha nella vita culturale cittadina, la decisione dei...
2 MINUTI DI LETTURA
Ha stupito un po’ tutti, anche nel vasto ambiente dei cori, che a Nuoro coinvolge direttamente almeno cinquecento persone ma che tanto spazio ha nella vita culturale cittadina, la decisione dei Canarjos, uno dei gruppi storici, di rifiutarsi di cantare insieme con un coro femminile alla messa del 29 agosto nella chiesetta del monte Ortobene, culmine dei festeggiamenti religiosi. Hanno stupito soprattutto le motivazioni del diniego, che ha poi portato il coro a ritirarsi dalla partecipazione alla sagra. Non interpretano la tradizione, dice in sostanza il suo presidente in una lettera, i cori femminili non possono far parte dell’aspetto religioso del Redentore, tantomeno da protagonisti. E poi le donne devono studiare: «I cori femminili avranno sicuramente occasione negli anni a venire di potersi affermare, dopo, si spera, un percorso di studi e ricerca folkloristica», è scritto nella nota protocollata in Comune, destinata a rimanere agli atti come un caso di maschilismo certificato quanto anacronistico. Se poi ci sono altre motivazioni, i Canarjos dovevano essere più espliciti, ma messa così la loro protesta assume la forma poco gradevole di una mancanza di rispetto verso un gruppo di donne che dopo anni di “tradizione” hanno deciso di non fare più soltanto le belle statuine, e conquistarsi un posto in primo piano in quella che è la festa di tutti i nuoresi, non solo dei maschi. Che pure, come ricordano le Bendas, il coro della discordia diciamo così, in chiesa sino a cinquant’anni fa neppure cantavano, oppure andavano dietro alle donne che intonavano per prime.
Le Bendas prendono il nome da Sa Benda, il fazzoletto del costume femminile nuorese. La sua particolarità è che lascia il viso completamente scoperto, aperto allo sguardo altrui, che è cosa ben diversa dai fazzoletti, in uso anche in Barbagia sino a metà del secolo scorso, che lasciavano visibili solo gli occhi o poco più (un po’ come accade ancora nei paesi islamici più tradizionalisti). Metafora di una condizione femminile che fa parte del passato, di cui oggi anche la “tradizione” dovrebbe tenere conto. (paolo merlini)
Le Bendas prendono il nome da Sa Benda, il fazzoletto del costume femminile nuorese. La sua particolarità è che lascia il viso completamente scoperto, aperto allo sguardo altrui, che è cosa ben diversa dai fazzoletti, in uso anche in Barbagia sino a metà del secolo scorso, che lasciavano visibili solo gli occhi o poco più (un po’ come accade ancora nei paesi islamici più tradizionalisti). Metafora di una condizione femminile che fa parte del passato, di cui oggi anche la “tradizione” dovrebbe tenere conto. (paolo merlini)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google