Caritas, Callia nuovo direttore regionale
di Mario Girau
Autore del rapporto sulla povertà, succede a Lai: oggi la nomina della Conferenza episcopale
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Raffaele Callia è il nuovo direttore della Caritas regionale. La Conferenza episcopale sarda domani ufficializzerà la nomina del sostituto di monsignor Marco Lai, il sacerdote che per cinque anni ha ricoperto un incarico divenuto particolarmente impegnativo col fenomeno immigrazione.
Callia, laurea in Scienze Politiche, è direttore della Caritas diocesana di Iglesias e responsabile del Servizio studi e ricerche di Caritas Sardegna, autore del rapporto annuale sulla povertà nell’isola. Con questa nomina sale a quattro il numero dei laici chiamati a ricoprire incarichi di grande responsabilità nella chiesa sarda. Questa volta i vescovi sardi hanno battuto ogni record di apertura al ruolo laicale. Nella vita della chiesa, infatti, la funzione caritativa ha dignità pari a quella liturgica e dell’evangelizzazione. La nomina di Raffaele Callia, docente di teologia e pastorale della Carità nella Pontificia facoltà teologica della Sardegna, è il riconoscimento per il suo impegno nel settore, ma manifesta anche la volontà dei presuli sardi di mettere alla guida della Caritas una persona che possa dedicarvisi a tempo pieno. Un prete-direttore non basta più. Un sacerdote, infatti, deve riservare una parte della giornata agli impegni pastorali senza correre il rischio di subordinare la cura delle anime alla pure importante attività organizzativa richiesta da una grande organizzazione di solidarietà.
Il braccio caritativo della Chiesa sarda è impegnato in diversi ambiti, tutti di notevole complessità: carcere, case di accoglienza, mense, ostelli, dormitori, centri di ascolto, formazione, immigrati e nomadi, rifugiati e richiedenti asilo, laboratori di accompagnamento, servizio sociale, antiusura, prestito della speranza, promozione umana, volontariato. In aggiunta due re port su immigrazione Caritas/migrantes e povertà ed esclusione sociale. Una macchina complicata, affidata prevalentemente al volontariato, ma che richiede sempre più professionalità. Solo dai fondi dell’8xMille ogni anno arrivano in Sardegna circa 5 milioni di euro, percentualmente ripartiti tra le dieci diocesi isolane, da rendicontare al centesimo.
Con la nomina di Raffaele Callia il board della Chiesa regionale risulta così formato: 10 vescovi hanno delega diretta su 21 ambiti pastorali, di cui 17 affidati a sacerdoti e 4 a laici. Raffaele Callia, esperto in problemi sociali e dell’immigrazione, ha la missione più difficile. Attilio Mastino, ex rettore dell’Università di Sassari, è incaricato per l’educazione, la scuola e l’università. Infine Miria Ibba cura il settore dell’insegnamento della religione mentre Marco Piras si occupa delle comunicazioni sociali.
Callia, laurea in Scienze Politiche, è direttore della Caritas diocesana di Iglesias e responsabile del Servizio studi e ricerche di Caritas Sardegna, autore del rapporto annuale sulla povertà nell’isola. Con questa nomina sale a quattro il numero dei laici chiamati a ricoprire incarichi di grande responsabilità nella chiesa sarda. Questa volta i vescovi sardi hanno battuto ogni record di apertura al ruolo laicale. Nella vita della chiesa, infatti, la funzione caritativa ha dignità pari a quella liturgica e dell’evangelizzazione. La nomina di Raffaele Callia, docente di teologia e pastorale della Carità nella Pontificia facoltà teologica della Sardegna, è il riconoscimento per il suo impegno nel settore, ma manifesta anche la volontà dei presuli sardi di mettere alla guida della Caritas una persona che possa dedicarvisi a tempo pieno. Un prete-direttore non basta più. Un sacerdote, infatti, deve riservare una parte della giornata agli impegni pastorali senza correre il rischio di subordinare la cura delle anime alla pure importante attività organizzativa richiesta da una grande organizzazione di solidarietà.
Il braccio caritativo della Chiesa sarda è impegnato in diversi ambiti, tutti di notevole complessità: carcere, case di accoglienza, mense, ostelli, dormitori, centri di ascolto, formazione, immigrati e nomadi, rifugiati e richiedenti asilo, laboratori di accompagnamento, servizio sociale, antiusura, prestito della speranza, promozione umana, volontariato. In aggiunta due re port su immigrazione Caritas/migrantes e povertà ed esclusione sociale. Una macchina complicata, affidata prevalentemente al volontariato, ma che richiede sempre più professionalità. Solo dai fondi dell’8xMille ogni anno arrivano in Sardegna circa 5 milioni di euro, percentualmente ripartiti tra le dieci diocesi isolane, da rendicontare al centesimo.
Con la nomina di Raffaele Callia il board della Chiesa regionale risulta così formato: 10 vescovi hanno delega diretta su 21 ambiti pastorali, di cui 17 affidati a sacerdoti e 4 a laici. Raffaele Callia, esperto in problemi sociali e dell’immigrazione, ha la missione più difficile. Attilio Mastino, ex rettore dell’Università di Sassari, è incaricato per l’educazione, la scuola e l’università. Infine Miria Ibba cura il settore dell’insegnamento della religione mentre Marco Piras si occupa delle comunicazioni sociali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
