Gli orfani di femminicidio ora hanno una tutela: ne parlano gli esperti
Anche l'ideatrice della legge, Anna Maria Busia, interverrà assieme a magistrati, una criminologa, la Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Sardegna
CAGLIARI. Un genitore uccide l'altro e i bambini, di fatto, restano orfani di entrambi i genitori. Fino a un po' di tempo fa poteva anche succedere che poi, col tempo, scontata la pena, il genitore ricomparisse nella vita del bambino ormai diventato adolescente, adulto, e rientrasse nell'asse ereditario, che vuol dire essere comproprietari della casa, percettori di una pensione di reversibilità, a volte titolari di tutti i beni materiali. Questioni complesse, che hanno comunque l'effetto di riaccendere dolori, ma soprattutto, a volte, di gettare nel bisogno materiale i figli cresciuti nella disperante assenza dei genitori. Contro tutto questo è stato posto un qualche rimedio con una legge varata dal Parlamento ma che è nata in Sardegna, per l'opera dell'avvocata Anna Maria Busia, che è anche una consigliera regionale. La legge tutela gli orfani delle vittime di femminicidio (orfani di crimini domestici).
Per conoscerla in maniera approfondita, venerdì 15 giugno, a Cagliari, dalle 15.30 nella biblioteca dell'Ordine forense, a cura del comitato pari opportunità dell'Ordine degli avvocati di Cagliari, si terrà un seminario dove interverrà anche l'ideatrice della legge Busia, poi magistrati (Maria Mura, presidente di sezione in Corte d'appello, e Giorgio Altieri magistrato del tribunali) e la psicologa criminologa Anna Costanza Baldry, docente alla Lumsa.
I lavori verranno coordinati da Paola Piccioni, avvocata e segretaria della cpo dell'Ordine. Apriranno il seminario la presidente della cpo, Daniela Latti, e un'altra avvocata e docente universitaria, Maria Grazia De Matteis, attualmente Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Sardegna
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