DI MAIO LASCIA LA SARDEGNA SENZA VOCE
di SILVIA SANNA
Nell’isola delle stelle le stelle si sono eclissate. Perché? Quali sono le ragioni alla base di questa scelta? Come mai, alla luce del consenso ottenuto, superiore anche alle previsioni più...
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Nell’isola delle stelle le stelle si sono eclissate. Perché? Quali sono le ragioni alla base di questa scelta? Come mai, alla luce del consenso ottenuto, superiore anche alle previsioni più ottimistiche, nessun rappresentante sardo è stato ritenuto all’altezza di fare parte della squadra di governo? Le ragioni possono essere due. La prima è l’assenza di fiducia. I 16 parlamentari isolani, 11 deputati e 5 senatori, potrebbero non godere della stima dei vertici del Movimento. Strano, considerato come si era espresso Di Maio sia sugli uscenti sia su quelli alla prima candidatura. La seconda è che la Sardegna non è ai primi posti nell’agenda del governo gialloverde, nonostante le varie emergenze di cui si è ampiamento discusso anche in campagna elettorale. L’isola aspetta risposte sul tema delicatissimo della continuità territoriale aerea e marittima, la Regione ha chiesto al Governo di stare al suo fianco nel dialogo complicato con i burocrati europei e vuole avere un ruolo da protagonista e non più da comparsa nella trattativa sulle agevolazioni alle compagnie di navigazione. C’è poi la vertenza industriale, con l’ex Alcoa di Portovesme - ora Sider Alloys - ai nastri di partenza, mentre Eurallumina sembra essere precipitata in un perenne purgatorio. E poi c’è il nodo dell’energia, con il processo di metanizzazione dell’isola portato avanti da Snam e Sgi: un progetto che arriva con 20 anni di ritardo in Sardegna, attesissimo dalle aziende che beneficerebbero di costi inferiori e verrebbero così invogliate a investire nell’isola, ma anche dai privati stanchi di pagare di più. Sono tante le questioni aperte in una terra in cui la ripresa economica, come segnala anche l’ultimo rapporto di Bankitalia, viaggia con il freno a mano tirato rispetto al resto d’Italia. La Sardegna ha bisogno che il Governo la sostenga. Chiede fatti a un esecutivo nel quale l’unico sardo di nascita è un ministro (Paolo Savona) indicato come tecnico. Nonostante le parole di miele da parte di Di Maio, i parlamentari isolani dovranno accontentarsi di qualche incarico all’interno delle commissioni. Staranno dietro le quinte: speriamo riescano comunque a fare sentire la loro voce.
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