La Nuova Sardegna

Legge sulla lingua sarda c’è l’intesa in maggioranza

Legge sulla lingua sarda c’è l’intesa in maggioranza

Per il compromesso è stato sufficiente spostare il comma sulle varianti Commissione per il vocabolario ufficiale. Il testo sarà proposto all’opposizione

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Le vecchie regole del taglia-e-cuci, dello sposta un comma e incastralo altrove sono servite anche stavolta. Non senza difficoltà e dopo diversi battibecchi, la maggioranza di centrosinistra è riuscita a trovare un accordo intorno alla legge sulla Lingua sarda. Era impensabile fino a ventiquattr’ore prima dopo aver assistito, in Consiglio regionale, alla confusione sul cosiddetto, mai lo è stato, Testo unico. L’intesa è stata trovata – e chissà se reggerà fino alla prossima settimana – fra il relatore Paolo Zedda, Mdp, e gli altri partiti della coalizione.

Il primo ritocco è stato quello di spostare il comma «la Lingua sarda nelle sue varianti storiche e in quelle locali (elencate) fa parte del patrimonio immateriale della Regione» dal primo al terzo articolo. Senza trucchi e senza inganni, il rimescolamento, però è bastato per far dire ai contrari «ora sì che, senza più essere appesantito dall’elenco inziale di varianti e parlate, questa legge tutelerà, promuoverà e valorizzerà quella che da sempre è la nostra complessa identità linguistica». Se per lo Stato la Lingua sarda continuerà a essere una sola, più il catalano di Alghero, nel vertice il centrosinistra ha scelto di ampliare la platea senza più entrare molto particolare. In altre parole, nella nuova stesura le diverse varietà linguistiche (gallurese, sassarese, corso-maddalenino e tabarchino) sono state messe alla pari o quasi con i due ceppi storici della Lingua e che poi sono il logudorese e il campidanese . A questo punto il sospetto di una possibile gerarchia dovrebbe essere più sollevato da chicchessia, come invece è accaduto l’altro giorno in aula.

Sminato il primo articolo, la maggioranza ha fatto lo stesso col nono. Cioè quello contestato, il giorno prima, per l’equilibrio precario, secondo ad esempio Roberto Deriu del Pd, trovato mesi fa dalla commissione fra norme ortografiche e linguistiche. Sono i due pilastri indispensabili per riaffermare la necessità di una Lingua standard e istituzionale nella scrittura e nelle parole. Anche in questo caso il punto d’incontro fra le diverse fazioni è stato trovato. Dovrebbe essere questo: dal lavoro cominciato nel 2006 intorno al progetto «Lingua sarda comuna» e quasi concluso partirà la prossima commissione di saggi. Commissione che sarà nominata dall’assessorato alla cultura e avrà il compito di scrivere i sacri testi in cui sarà chiarito definitivamente quale dovrà essere il vocabolario ufficiale della Lingua. Ufficiale però lo sarà comunque solo per la Regione e tutto quello che le gira attorno, il resto del mondo istituzionale, a cominciare dai Comuni, potrà continuare a usare e senza nessun conflitto la sua variante territoriale. Rimessi assieme i pezzi, trasformato il corso-maddalenino in lingua «Isulana», come chiesto e ottenuto da Pierfranco Zanchetta dell’Upc, e confermato che l’Agenzia regionale per la Lingua è stata cassata dalla legge, il centrosinistra pare essere uscito di nuovo compatto dalla giungla dell’altro giorno. Fino a tal punto che ha deciso di proporre il nuovo Testo unificato anche all’opposizione di centrodestra. Perché l’intenzione dichiarata è questa: approvare una legge che sia di tutti e non solo della maggioranza. Bisognerà vedere se la proposta sarà accolta da un centrodestra che, un giorno fa, ha attaccato più volte l’impianto della bozza arrivata in aula, sostenendo anche questo: «Qui invece di unire i sardi, c’è chi li vuol dividere persino sulla Lingua». Il centrosinistra ci proverà a far passare anche fra quei banchi il concetto appena ritrovato dell’«unitarietà dell’identità linguistica». Ma all’orizzonte ci sono una valanga di emendamenti, sono oltre trecento, presentati da moltissimi consiglieri. Saranno proprio gli emendamenti il primo ostacolo che la legge dovrà superare martedì prossimo in aula e quel giorno si capirà anche quale futuro potrà avere. (ua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative