LO SPIRITO CON LA SCURE NELLA DARKWOOD SARDA
di MORENO BURATTINI
Moreno Burattini, sceneggiatore della Bonelli e anche responsabile della testata Zagor ha scritto per noi questa riflessione sul mito dei fumetti.di MORENO BURATTINIAnche Zagor, che i nativi...
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Moreno Burattini, sceneggiatore della Bonelli e anche responsabile della testata Zagor ha scritto per noi questa riflessione sul mito dei fumetti.
di MORENO BURATTINI
Anche Zagor, che i nativi americani chiamano “lo Spirito con la Scure”, vive in un luogo di sogni e di incanti, la foresta di Darkwood, il regno dell’Avventura, crocevia di tutti i generi e di tutte le emozioni. Nelle storie dell’eroe creato da Sergio Bonelli e Gallieno Ferri si respira il “sense of wonder” che da 57 anni stupisce i lettori di mezzo mondo (Zagor è pubblicato con successo anche in molti paesi stranieri). Lo Spirito con la Scure non è un superuomo ma un peacekeeper che lotta per aiutare chi subisce ingiustizie, ma prima di arrivare alla vittoria, soffre. Non vince facilmente. E, a differenza di Tex, granitico e monolitico, ha spesso dei dubbi e si interroga sul senso delle sue battaglie. Zagor non trionfa, ottiene giustizia o la ristabilisce dopo aver dovuto subire la forza del nemico, dopo essere stato messo in difficoltà, dopo aver ricevuto pugni e ferite. Non è un gradasso che si atteggia a primo della classe, di quelli che hanno sempre ragione loro, che non sbagliano mai. Zagor è un eroe dal volto umano, che valuta le ragioni degli avversari, concede loro l’onore delle armi, supera gli ostacoli stringendo i denti e soffrendo: i grandi obiettivi si raggiungono solo pagando un prezzo.
Cinquantasette anni in edicola (il giorno del compleanno è proprio il 15 giugno) sono un risultato invidiabile per una pubblicazione a fumetti, e il risultato è tanto più sorprendente se si considera che Zagor, apparentemente, sembra un personaggio d'altri tempi. La più incredibile impresa dello Spirito con la Scure è appunto quella di riuscire a trascinare con sé chi legge nel regno dell'avventura e dalla fantasia, ottenendo quella “sospensione d'incredulità” che è l'indispensabile passaporto per entrarci. I lettori credono al sogno incarnato dal loro eroe, mediatore fra la cultura dell'uomo bianco e quella dell'uomo rosso, e vivono con lui le più mirabolanti avventure di ogni genere. Il segreto del suo successo? Direi l’idea vincente che in origine ebbero Sergio Bonelli e Gallieno Ferri di non legare il personaggio a un genere particolare, ma di incarnare qualsiasi avventura. Questo offre ai lettori un menù molto ricco. Parte del successo deriva anche dal fatto che i diversi autori hanno mantenuto il personaggio al passo coi tempi, senza snaturarlo. Nella filosofia di Zagor si riconoscono lettori che formano una comunità piena di voglia di incontrarsi: gli zagoriani, come veri abitanti di Darkwood, danno vita a raduni ed eventi molto di più di quanto facciano i lettori di altri personaggi.
di MORENO BURATTINI
Anche Zagor, che i nativi americani chiamano “lo Spirito con la Scure”, vive in un luogo di sogni e di incanti, la foresta di Darkwood, il regno dell’Avventura, crocevia di tutti i generi e di tutte le emozioni. Nelle storie dell’eroe creato da Sergio Bonelli e Gallieno Ferri si respira il “sense of wonder” che da 57 anni stupisce i lettori di mezzo mondo (Zagor è pubblicato con successo anche in molti paesi stranieri). Lo Spirito con la Scure non è un superuomo ma un peacekeeper che lotta per aiutare chi subisce ingiustizie, ma prima di arrivare alla vittoria, soffre. Non vince facilmente. E, a differenza di Tex, granitico e monolitico, ha spesso dei dubbi e si interroga sul senso delle sue battaglie. Zagor non trionfa, ottiene giustizia o la ristabilisce dopo aver dovuto subire la forza del nemico, dopo essere stato messo in difficoltà, dopo aver ricevuto pugni e ferite. Non è un gradasso che si atteggia a primo della classe, di quelli che hanno sempre ragione loro, che non sbagliano mai. Zagor è un eroe dal volto umano, che valuta le ragioni degli avversari, concede loro l’onore delle armi, supera gli ostacoli stringendo i denti e soffrendo: i grandi obiettivi si raggiungono solo pagando un prezzo.
Cinquantasette anni in edicola (il giorno del compleanno è proprio il 15 giugno) sono un risultato invidiabile per una pubblicazione a fumetti, e il risultato è tanto più sorprendente se si considera che Zagor, apparentemente, sembra un personaggio d'altri tempi. La più incredibile impresa dello Spirito con la Scure è appunto quella di riuscire a trascinare con sé chi legge nel regno dell'avventura e dalla fantasia, ottenendo quella “sospensione d'incredulità” che è l'indispensabile passaporto per entrarci. I lettori credono al sogno incarnato dal loro eroe, mediatore fra la cultura dell'uomo bianco e quella dell'uomo rosso, e vivono con lui le più mirabolanti avventure di ogni genere. Il segreto del suo successo? Direi l’idea vincente che in origine ebbero Sergio Bonelli e Gallieno Ferri di non legare il personaggio a un genere particolare, ma di incarnare qualsiasi avventura. Questo offre ai lettori un menù molto ricco. Parte del successo deriva anche dal fatto che i diversi autori hanno mantenuto il personaggio al passo coi tempi, senza snaturarlo. Nella filosofia di Zagor si riconoscono lettori che formano una comunità piena di voglia di incontrarsi: gli zagoriani, come veri abitanti di Darkwood, danno vita a raduni ed eventi molto di più di quanto facciano i lettori di altri personaggi.
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