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Soru: un nuovo progetto progressista

Soru: un nuovo progetto progressista

L’europarlamentare Pd organizza un confronto a più voci 

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CAGLIARI. Quali potrebbero essere le cinque parole chiave per un nuovo progetto progressista in Sardegna? È intorno a questa domanda che qualche giorno fa l’eurodeputato Renato Soru ha organizzato un confronto a più voci con il mondo di quella che una volta era la sinistra. Alla fine quello che ha parlato su com’è possibile risalire la china dopo la sconfitta elettorale del marzo, è stato proprio lui e solo in chiusura di un dibattito affollato. Gli interventi sono stati una ventina e sul palco si sono alternati diversi portavoce della società civile, sindacalisti, uomini e donne di partito, non solo del Pd, giovani e chi, come il nuorese Francesco Berria, ha detto: «Sembra che, a marzo, ci abbia investito un pullman». Per poi aggiungere «però se continuiamo parlarci addosso, non riusciremo a ricostruire la sinistra dalle fondamenta come invece dobbiamo fare». Fra i primi provarci è stato Don Ettore Cannavera, che lo ha detto subito: «Dobbiamo ricominciare a parlare di chi e con chi oggi non ce la a difendere neanche uno dei suoi diritti più elementari». Da quel momento in poi ha detto che «la sinistra deve riprendere a combattere le disuguaglianze, mentre purtroppo questo ormai non la fa più da quando s’è trasformata in un centrosinistra». Gli esempi degli errori fatti li ha messi in fila uno dopo l’altro: «Non abbiamo più pensato agli ultimi, permettendo invece ai manipolatori dei partiti che hanno vinto le elezioni politiche di svuotare quella per noi da sempre è stata una parola chiave: solidarietà». Don Cannavera ha ribadito di essere «molto preoccupato per la deriva intrapresa dalla società», ma sopratutto «del poco che il centrosinistra al governo ha fatto per fermarla, riuscendolo invece addirittura ad alimentarla». Per Carla Medau, sindaco di Pula, «la risalita deve ricominciare da parole come pane e lavoro, ma dobbiamo essere ambiziosi nelle soluzioni che proporremo per risolvere vecchi e nuovi problemi». Emiliano Deiana, presidente dell’associazione dei Comuni, invece ha quasi dettato quella che, secondo lui, dovrebbe essere la frase chiave: «Impegniamoci a restituire più potere alle comunità anche a quelle più piccole, perché è da lì e non solo dalle aree urbane che la sinistra deve saper ripartire»

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