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Il viaggio nel “Sistema Abbanoa”

Il viaggio nel “Sistema Abbanoa”

Dai primi passi nel 2005 alla rivoluzione digitale della nuova bollettazione

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SASSARI. Ormai è considerato un fatto scontato: si apre il rubinetto ed esce l’acqua. Il sistema, però, si può inceppare. Capita, e in alcune zone dell’isola capita più spesso che in altre. Il ciclo dell’acqua, infatti, è tutto fuorché scontato. Lo capito sin da subito Abbanoa, il gestore unico delle acque sarde, nato nel 2005 e sin da subito letteralmente sommerso dalle polemiche. La genesi, però, è datata 1994. È infatti la legge Galli a imporre una razionalizzazione nella giungla dell’acqua: perciò un unico ambito territoriale, una sola tariffa, e un solo gestore. La primogenita è Sidris srl, che incorpora le 5 società che amministravano il servizio idrico: Uniaquae Sardegna, Esaf, Govossai, Sim e Siinos e 120 Comuni che gestivano direttamente le reti. Il 22 dicembre 2005 Sidris diventa Abbanoa, e prende in carico tutte le reti dell’isola e gli impianti. A scatola chiusa. L’eredità è una montagna di debiti, un sistema di bollettazione inefficiente e una mappatura delle reti idriche incompleta o del tutto assente. Il gestore idrico è partito con svariati handicap, ha catalizzato critiche, a volte più che giuste e meritate a volte mosse da motivi politici. La difficoltà della gestione può essere riassunta nelle vicende del potabilizzatore di Truncu Reale, che alimenta Sassari, capace di vedersi affibbiare 36 ordinanze di divieto per il consumo domestico nel solo 2015, quando il 60 per cento dei residenti rimasto all’asciutto per 6 mesi. Nel frattempo, però, qualcosa si è mosso. Prima la rivoluzione dei metodi di bollettazione. Per capire lo scenario in cui muoversi nel 2011 è iniziata la rivoluzione anagrafica di Abbanoa e alla fine dell’anno è stata creata la sezione “Misure” che si è occupata di fare il censimento delle utenze. Per due anni 150 operatori hanno agito sul campo per mettere insieme i numeri del servizio. Nel 2005 le letture erano il 7 per cento e il 93 per cento della fatturazione avveniva in acconto, adesso il dato è stato ribaltato con il 93 per cento delle letture effettuate.
Poi, le reti intelligenti: il 55 per cento dell’acqua sarda sui perde per strada. Abbanoa ha quindi studiato il metodo per ridurre gli sprechi idrici ed energetici. Si chiamano reti intelligenti e sono il futuro delle distribuzione dell’acqua nell’isola.

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