Sognare un’impresa: boom di domande per il microcredito
di Gianna Zazzara
Già arrivate 557 richieste, in testa ristorazione e commercio Prestiti sino a 25mila euro, c’è tempo sino al 30 giugno
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SASSARI. Mettersi in proprio è il sogno di molti. Un sogno che il più delle volte si infrange appena si varca l’ingresso di una banca: ottenere un credito, infatti, è molto difficile, soprattutto per chi non può offrire garanzie. Ed è proprio per sostenere questi aspiranti imprenditori che è nato il micro-credito, un prestito sull’onore che negli ultimi anni sta riscuotendo sempre più successo. Anche in Sardegna. Le domande per partecipare all’ultimo bando pubblicato dalla Regione scadono il 30 giugno. Finora sono state presentate 557 richieste: 334 sono ancora in fase di istruttoria, 44 quelle ammesse al finanziamento, 37 quelle bocciate. In tutto sono stati concessi finanziamenti per un milione e 70mila euro circa. A fare la parte del leone è il settore della ristorazione con il 27% delle domande. Seguito dal commercio al dettaglio (22% di richieste) e dai servizi alle persone (10%). Molte le richieste anche per aprire un’attività nel settore dell’edilizia. In ogni caso la fantasia è tanta: c’è chi ha aperto un fast food di pasta fresca, chi un negozio di abbigliamento con annessa scuola di moda, chi una palestra.
«Il micro-credito è uno strumento nato per aiutare le persone escluse dal circuito finanziario a ottenere un prestito e avviare la loro impresa. Il programma è stato rifinanziato grazie alla copertura dei fondi di garanzia dell’Unione europea, dopo gli ottimi risultati ottenuti col precedente bando», spiega l’assessora regionale al Lavoro, Virginia Mura.
Sul piatto ci sono sei milioni di euro destinati a disoccupati e inoccupati (non ci sono limiti d’età), con difficoltà di accesso al credito, desiderosi di mettersi in proprio. Il microcredito prevede un importo massimo di 25mila euro da restituire entro 5 anni, a tasso zero, senza nessuna richiesta di garanzie reali. Oltre al finanziamento, la Regione offre anche assistenza nella definizione dell’idea d’impresa, nella redazione del progetto e affiancamento da parte di esperti nel momento dell’avvio dell’attività.
A presentare le richieste sono soprattutto studenti, over 40 espulsi dal mondo del lavoro e donne, tantissime donne. «Il microcredito mette al centro la persona – sottolinea l’assessora – Il denaro, infatti, da solo non è sufficiente. Bisogna accompagnare le persone, infondere loro fiducia e coraggio. Per questo abbiamo previsto con la misura Imprinting un’attività di tutoraggio attraverso la quale gli aspiranti imprenditori ricevono dei voucher per farsi aiutare da professionisti a realizzare il loro progetto. Non basta infatti avere un’idea imprenditoriale, bisogna anche sapere come farla funzionare». Per l’assessora «il micro-credito non è solo un prestito, è un percorso di formazione per futuri imprenditori che restituisce fiducia e dignità».
Sono sempre di più quelli che decidono di rimettersi in gioco, magari dopo aver perso il lavoro o dopo una vita passata tra le mura domestiche a crescere i figli. Moltissimi anche i ragazzi e le ragazze che decidono di mettersi in proprio, in una regione che non offre sbocchi occupazionali. Per loro è prevista una misura speciale, il micro-credito Garanzia Giovani.
«I dati dicono che sono tantissime le donne che presentano le richieste per il micro-credito – dice l’assessora Mura –. È un dato importante per la nostra regione in cui l’occupazione femminile, pur migliorando, ancora registra molti ritardi». E che il micro-credito sia un modello di successo è testimoniato anche dal tasso di recupero che si aggira intorno al 98%. «Chi ottiene il prestito, di norma, lo restituisce per intero – dice l’assessora – E questo innesca un circuito virtuoso perché quando i soldi rientrano nelle casse della Regione riusciamo a finanziare altri progetti».
«Il micro-credito è uno strumento nato per aiutare le persone escluse dal circuito finanziario a ottenere un prestito e avviare la loro impresa. Il programma è stato rifinanziato grazie alla copertura dei fondi di garanzia dell’Unione europea, dopo gli ottimi risultati ottenuti col precedente bando», spiega l’assessora regionale al Lavoro, Virginia Mura.
Sul piatto ci sono sei milioni di euro destinati a disoccupati e inoccupati (non ci sono limiti d’età), con difficoltà di accesso al credito, desiderosi di mettersi in proprio. Il microcredito prevede un importo massimo di 25mila euro da restituire entro 5 anni, a tasso zero, senza nessuna richiesta di garanzie reali. Oltre al finanziamento, la Regione offre anche assistenza nella definizione dell’idea d’impresa, nella redazione del progetto e affiancamento da parte di esperti nel momento dell’avvio dell’attività.
A presentare le richieste sono soprattutto studenti, over 40 espulsi dal mondo del lavoro e donne, tantissime donne. «Il microcredito mette al centro la persona – sottolinea l’assessora – Il denaro, infatti, da solo non è sufficiente. Bisogna accompagnare le persone, infondere loro fiducia e coraggio. Per questo abbiamo previsto con la misura Imprinting un’attività di tutoraggio attraverso la quale gli aspiranti imprenditori ricevono dei voucher per farsi aiutare da professionisti a realizzare il loro progetto. Non basta infatti avere un’idea imprenditoriale, bisogna anche sapere come farla funzionare». Per l’assessora «il micro-credito non è solo un prestito, è un percorso di formazione per futuri imprenditori che restituisce fiducia e dignità».
Sono sempre di più quelli che decidono di rimettersi in gioco, magari dopo aver perso il lavoro o dopo una vita passata tra le mura domestiche a crescere i figli. Moltissimi anche i ragazzi e le ragazze che decidono di mettersi in proprio, in una regione che non offre sbocchi occupazionali. Per loro è prevista una misura speciale, il micro-credito Garanzia Giovani.
«I dati dicono che sono tantissime le donne che presentano le richieste per il micro-credito – dice l’assessora Mura –. È un dato importante per la nostra regione in cui l’occupazione femminile, pur migliorando, ancora registra molti ritardi». E che il micro-credito sia un modello di successo è testimoniato anche dal tasso di recupero che si aggira intorno al 98%. «Chi ottiene il prestito, di norma, lo restituisce per intero – dice l’assessora – E questo innesca un circuito virtuoso perché quando i soldi rientrano nelle casse della Regione riusciamo a finanziare altri progetti».
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