Carta: «Io resto sardista l’espulsione è senza senso»
di Alessandro Pirina
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Angelo CartaIl consigliere regionale cacciato dal Psd’Az per l’attacco a Salvini sui migranti «Le mie parole le avrebbe dovute pronunciare Solinas. Ma è rimasto zitto»
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SASSARI. Non ha mai digerito l’alleanza con la Lega, e ancora meno la scomparsa dei quattro mori dalla scheda elettorale a favore del leone alato di San Marco. Ma è soprattutto la politica dei porti chiusi e della pacchia finita di Salvini a farlo andare su tutte le furie. A fargli gridare tutta la sua rabbia contro i vertici del Psd’Az che hanno voluto stringere il patto con la Lega. Un duro atto d’accusa, urlato nell’aula di Consiglio regionale, che ad Angelo Carta è costato l’espulsione, o il mancato rinnovo della tessera che è la stessa cosa, dal partito a cui è iscritto dal 1988.
Carta, è stato cacciato...
«Finora non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale. da parte di Christian Solinas (il segretario del partito, ndr). Sinceramente non vedo il motivo né di una espulsione né del mancato rinnovo della tessera. Anzi, il mancato rinnovo della tessera non torna perché in teoria le tessere sono state rinnovate il 30 settembre 2017. Otto mesi fa. È anche vero che Solinas è da tre anni che non dà ai sardisti le loro tessere, se le tiene ben strette, così all’occasione può dire: non te la rinnovo. Io comunque aspetto la comunicazione ufficiale per decidere cosa fare».
Ma ripeterebbe le accuse mosse a Salvini, definito da lei «leader della peggior destra europea»?
«Io ho espresso semplicemente le mie idee. Io sono d’accordo con Salvini quando dice che dobbiamo richiamare l’Europa alle sue responsabilità, ha tutto il mio appoggio il ministro dell’Interno quando sostiene che finora la Ue ha girato la faccia dall’altra parte. Ma nei confronti di quei 629 poveri cristi della nave Aquarius è stato lui a voltare la faccia dall’altra parte, arrivando addirittura a parlare di crociera. È questo ciò che contesto io, non l’obiettivo che Salvini si prefigge. Io mi aspettavo che queste cose le dicesse un senatore in carica che rappresenta il Psd’Az (Solinas, ndr). Invece nulla. Ma io al suo silenzio non ci sto».
Ha ricevuto solidarietà dopo la cacciata dal Psd’Az?
«Tantissima, molto più di quanto mi aspettassi. Sono contento di sapere che le mie idee le condividono in molti».
A febbraio si vota per le regionali. Come vede il Psd’Az: alleato della Lega o in una coalizione autonomista?
«Per come lo ha ridotto Solinas il Psd’Az non ha nessuna possibilità di presentarsi da solo alle elezioni. Dopo questa scorpacciata di Lega, dopo che il simbolo è stato cancellato dalle liste la vedo dura. Senza dimenticare, tra l’altro, che nel gennaio 2016 proprio Solinas disse: i sardisti si riconoscono nel loro simbolo. E invece non è accaduto nulla di tutto questo».
Sarà così anche alle regionali?
«Le alleanze vanno discusse con la base, le sezioni, le federazioni. Cosa che non è successa, anche perché non abbiamo più federazioni: appena Solinas è arrivato le ha commissariate. È una situazione assurda: i sardisti oggi non sanno dove andare».
Ma lei si sente sempre sardista?
«Ho preso la tessera nel 1988, con Mario Melis presidente della giunta. Dirmi che non posso fregiarmi del titolo di sardista è una sciocchezza totale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Carta, è stato cacciato...
«Finora non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale. da parte di Christian Solinas (il segretario del partito, ndr). Sinceramente non vedo il motivo né di una espulsione né del mancato rinnovo della tessera. Anzi, il mancato rinnovo della tessera non torna perché in teoria le tessere sono state rinnovate il 30 settembre 2017. Otto mesi fa. È anche vero che Solinas è da tre anni che non dà ai sardisti le loro tessere, se le tiene ben strette, così all’occasione può dire: non te la rinnovo. Io comunque aspetto la comunicazione ufficiale per decidere cosa fare».
Ma ripeterebbe le accuse mosse a Salvini, definito da lei «leader della peggior destra europea»?
«Io ho espresso semplicemente le mie idee. Io sono d’accordo con Salvini quando dice che dobbiamo richiamare l’Europa alle sue responsabilità, ha tutto il mio appoggio il ministro dell’Interno quando sostiene che finora la Ue ha girato la faccia dall’altra parte. Ma nei confronti di quei 629 poveri cristi della nave Aquarius è stato lui a voltare la faccia dall’altra parte, arrivando addirittura a parlare di crociera. È questo ciò che contesto io, non l’obiettivo che Salvini si prefigge. Io mi aspettavo che queste cose le dicesse un senatore in carica che rappresenta il Psd’Az (Solinas, ndr). Invece nulla. Ma io al suo silenzio non ci sto».
Ha ricevuto solidarietà dopo la cacciata dal Psd’Az?
«Tantissima, molto più di quanto mi aspettassi. Sono contento di sapere che le mie idee le condividono in molti».
A febbraio si vota per le regionali. Come vede il Psd’Az: alleato della Lega o in una coalizione autonomista?
«Per come lo ha ridotto Solinas il Psd’Az non ha nessuna possibilità di presentarsi da solo alle elezioni. Dopo questa scorpacciata di Lega, dopo che il simbolo è stato cancellato dalle liste la vedo dura. Senza dimenticare, tra l’altro, che nel gennaio 2016 proprio Solinas disse: i sardisti si riconoscono nel loro simbolo. E invece non è accaduto nulla di tutto questo».
Sarà così anche alle regionali?
«Le alleanze vanno discusse con la base, le sezioni, le federazioni. Cosa che non è successa, anche perché non abbiamo più federazioni: appena Solinas è arrivato le ha commissariate. È una situazione assurda: i sardisti oggi non sanno dove andare».
Ma lei si sente sempre sardista?
«Ho preso la tessera nel 1988, con Mario Melis presidente della giunta. Dirmi che non posso fregiarmi del titolo di sardista è una sciocchezza totale».
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