Export in calo, male l’agroalimentare
Cna: nei primi mesi del 2018 le vendite all’estero di prodotti sardi calate del 15%
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CAGLIARI. Battuta d'arresto dell'export in Sardegna nel primo trimestre 2018: le vendite all'estero di prodotti sardi sono calate del 15 per cento, da 265 a 226 milioni di euro. Nel 2017 si era registrato, invece, un più 63. Considerando il settore petrolifero la flessione è del 7 per cento: da 1,37 a 1,27 miliardi di euro. Crolla soprattutto l'export verso i mercati extra Ue: meno14 e continua il trend negativo dell'agroalimentare (meno 4,2) mentre aumenta l'export dei prodotti chimici (più 38). Crolla anche l'industria della lavorazione del metallo: meno 23 contro il più 169 registrato nel primo trimestre 2017. Lo rileva il report della Cna che mette in evidenza soprattutto l'ultimo dato sul settore dei metalli. Nel 2017 il settore aveva chiuso con un valore eccezionale di export (222 milioni di euro), una ripresa gli aveva permesso di proseguire il recupero di quanto perso tra 2008 e 2009. Secondo Cna questa performance va sostanzialmente ricondotta all'espansione di un solo comparto, quello militare (armi e munizioni): 35 per cento nel 2017. Le esportazioni sono destinate per la maggior parte a soli tre Paesi: Spagna, Regno Unito e Arabia Saudita «La lavorazione dei metalli rappresenta la seconda voce dell'export regionale ma la eccessiva concentrazione nei comparti delle armi e delle munizioni espone l'industria sarda a eccessivi rischi», sostengono Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, presidente e segretario della Cna. Il report conferma la Spagna come il principale partner commerciale delle imprese sarde, con 58 milioni di euro, seguita da Regno Unito e Arabia Saudita, mentre la Russia è quasi scomparsa: tra 2008 e 2017 mancano all’appello 20 milioni di euro destinati in Russia, da causa delle sanzioni imposte dall’Ue per la questione Ucraina.
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