Legge sulla lingua sarda caos nella maggioranza
Via libera ai primi 7 articoli ma il provvedimento rischia il ritorno in commissione Il testo resta confuso: in un comma si parla di una sola limba, in altri di più varianti
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CAGLIARI. La legge sulla Lingua va avanti a singhiozzo, in Consiglio regionale, e quando sembra sul punto di cadere, eccola risorgere, come l’Araba fenice, e arrivare fino al via libera dei primi sette articoli. È stata una sofferenza per il presento Testo unificato, non lo è per nulla, licenziato mesi fa dalla commissione cultura. Fino a tal punto che l’articolo 2, quello in cui dovevano essere dettagliate varianti storiche e varietà della Limba, è stato bocciato all’unanimità dall’Aula. È stato cassato perché nonostante l’accordo della settimana scorsa in un vertice del centrosinistra, diversi consiglieri anche della maggioranza hanno provato comunque a modificarlo con decine di emendamenti. Dopo un bel po’ di votazioni contraddittorie e spesso in contrasto con il parere espresso dal relatore Paolo Zedda, Mdp, è venuto fuori un pasticcio. Con un comma in cui c’era scritto una sola Lingua sarda, mentre nel successivo, una volta emendato, a essere valorizzate e promosse erano invece più Lingue. Sì, in un ginepraio di logudorese e campidanese, le due varianti storiche, ma con in mezzo anche il catalano di Alghero e le varietà sassarese, gallurese, tabarchino e sardo-corso. In sostanza, una babele di presunte gerarchie e impossibili uguali dignità che ha confermato quanto s’era capito da tempo: il Consiglio regionale è ancora confuso sulla legge. Lo è soprattutto il centrosinistra, che solo per qualche voto è riuscito a evitare, come sollecitato dai banchi della minoranza da Attilio Dedoni dei Riformatori e da Gianluigi Rubiu dell’Udc, che tutti gli articoli ritornassero in commissione per «un indispensabile approfondimento destinato a evitare di dividere i sardi anche sull’identità linguistica». Posizione tra l’altro sostenuta poco prima dal capogruppo di Forza Italia, Alessandra Zedda, che aveva definito la legge «un balletto schizofrenico dove il centrosinistra ha smarrito anche il senso d’orientamento». Comunque, superato lo scoglio di una possibile bocciatura sul nascere, la maggioranza è riuscita a portare a casa una prima manciata di articoli. Però da martedì in poi, quando riprenderà il dibattito, dovrà per forza mettere una pezza al vuoto d’identità lasciato nel frattempo. Perché, allo stato attuale e dal testo, è incomprensibile solo intuire se la Lingua sarda sia una sola, come dovrebbe essere, o invece abbia almeno quattro o cinque varianti.
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