Aias, tavolo tecnico con la Regione sui pagamenti arretrati
CAGLIARI. La diatriba fra la Regione e l’Aias sui pagamenti è davvero senza fine. Ma qualche passo in più potrebbe esserci nei prossimi, quando intono allo stesso tavolo tecnico dovrebbero sedersi...
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CAGLIARI. La diatriba fra la Regione e l’Aias sui pagamenti è davvero senza fine. Ma qualche passo in più potrebbe esserci nei prossimi, quando intono allo stesso tavolo tecnico dovrebbero sedersi entrambi i contendenti. È stata questa la decisione delle commissioni bilancio e sanità, presieduta da Franco Sabatini e Raimondo Perra, per provare uscire una volta per tutte dal pantano. Però qualcosa comincia a essere più chiaro. Stando al direttore generale Fulvio Moirano, l’Asl unica sarebbe in regola nel pagamento delle fatture per le prestazioni sanitarie fornite oggi dall’Aias. «A maggio abbiamo pagato la quota di marzo, quindi nei previsti 60 giorni, dei 22 milioni previsti per quest’anno». Lasciando da parte il vecchio contenzioso, su cui c’è ancora un intreccio di sentenze e ricorsi, Moirano ha aggiunto: «Ricevuti i nostri soldi, l’Aias non ha più motivi per non pagare da nove mesi gli stipendi e se continuerà a farlo, invieremo una seconda e definitiva diffida fino alla revoca della convenzione». C’è però un secondo problema: a essere molto in ritardo nei pagamenti sarebbero invece i Comuni, che ricevono dalla Regione i contributi per far fronte alle spese sociali. All’Aias, seconda questa ricostruzione, non sarebbero stati ancora pagati dai tre ai cinque milioni. Ma in commissione è stato raggiunto l’accordo per velocizzare al massimo il trasferimento dei soldi. C’è infine un terzo problema: fra pochi giorni scade la convenzione Regione-Aias. Cosa accadrà dopo? L’assessore alla sanità Luigi Arru ha detto: «Garantiremo di sicuro i pazienti e i lavoratori, poi vedremo se far slittare la scadenza prima di prendere una decisione». Ma secondo l’opposizione, con Edoardo Tocco di Fi, «intorno al caso Aias questa maggioranza non riesce o non vuole fare chiarezza».
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