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Pd, nuove fibrillazioni sull’assemblea di lunedì

Pd, nuove fibrillazioni sull’assemblea di lunedì

I soriani potrebbero non firmare il foglio delle presenze e mettere a rischio il numero legale

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CAGLIARI. L’assemblea del Pd sardo è pronta a eleggere il nuovo segretario, lunedì prossimo ad Abbasanta? Forse, ma ancora non è detto. Se i popolari-riformisti, che hanno proposto l’ex deputato Emanuele Cani come successore di Giuseppe Luigi Cucca, hanno trovato l’accordo col blocco renziani più gli ex Diesse, i soriani sarebbero per il no. Anche se ci sarebbe una spaccatura, per ora solo appena accennata, all’interno della corrente guidata dall’ex presidente della Regione. Per la verità, la maggioranza di quel gruppo è ancora ferma alla sua prima richiesta, è quella di un congresso straordinario a pochi mesi dalle Regionali del 2019, però alcuni soriani avrebbero cominciato a prendere in considerazione l’ipotesi di eleggere un segretario all’inizio della prossima settimana. Forse la scelta finale della corrente potrebbe dipendere anche da come andrà a finire l’assemblea nazionale del Pd, convocata per questo sabato a Roma. Nell’attesa, c’è chi ipotizza questa strategia da parte del gruppo guidato dall’eurodeputato. Eccola: lunedì, all’inizio dell’assemblea, i delegati soriani potrebbero non firmare subito il foglio delle presenze, lasciando così in bilico il numero legale e mettere sotto pressione chi ha invece già un nome per la segreteria, per poi costringerli a una resa sul campo. Va ricordato che l’assemblea è composta da 160 delegati e perché sia valida i presenti dovranno essere la metà più uno. Ma se il piano dovesse essere questo, sarebbe pronta la contromossa delle altre correnti, che sulla carta quella maggioranza dovrebbero avercela, ma esiste sempre la variabile delle assenze. Per evitare che l’assemblea si blocchi a causa di un numero legale ballerino, molto prima potrebbero chiedere che lunedì, ad Abbasanta, sia aperto il seggio per l’elezione del segretario. Se così fosse, la clausola dei presenti, non inciderebbe più sulla validità dell’assemblea. A quel punto, Emanuele Cani dovrebbe sì raggiungere quella quota, 81, ma solo come numero di voti a favore. Tetto non difficile da superare visto che insieme popolari-riformisti, renziani ed ex Ds hanno un buon margine di vantaggio, con 110 delegati su 160.

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