La Nuova Sardegna

PREZZI ALTI E TRUFFE: COSÌ SI DÀ L’ADDIO AI TURISTI

di DANIELA SCANO

Case vacanza che si rivelano topaie, conti da infarto al lounge bar, attese snervanti davanti all’unica pizzeria che non costa come un ristorante stellato, market dove “il formaggio del pastore” (e...

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Case vacanza che si rivelano topaie, conti da infarto al lounge bar, attese snervanti davanti all’unica pizzeria che non costa come un ristorante stellato, market dove “il formaggio del pastore” (e di chi sennò?) viene venduto a prezzi da capogiro da sussiegosi bottegai.

Ammettiamolo: in Sardegna ci sono moltissimi bravi imprenditori dell’accoglienza, ma arrancano anche un sacco di dilettanti convinti che possedere qualcosa dia il diritto di usarla a proprio piacimento. Arruffoni persuasi del fatto che avere un terreno in riva al mare o una casa a Torre delle Stelle equivalga ad avere conseguito una laurea in Economia e management del turismo. E quindi, semplicemente, quando arriva l’estate mettono a frutto il proprio bene come se non ci fosse un domani. Una stanza con uso cucina a San Teodoro può diventare la camera da letto di venti (20) ragazzi e ragazze. «Tanto la notte vanno a ballare e non dormono…» è la filosofia degli affittacamere cinici e convinti che, per ogni turista che non torna, ce ne siamo altri cento alla porta.

Quanto male fanno alla “Sardegna in cartolina” questi dilettanti allo sbaraglio che trattano il turista come un pollo da spennare? Oltre che alle proprie “vittime”, con questi comportamenti gli “operatori turistici” improvvisati danneggiano il turismo sardo serio, fatto di gente competente e di grandi e piccole imprese che sono il fiore all’occhiello del proprio settore. Questo mondo, non solo chi subisce i danni materiali, si deve finalmente ribellare e infatti lo sta facendo.

Fa bene quindi Federalberghi a prendere di mira i tanti “bed & breakfast” abusivi dove il malcapitato non trova neppure la carta igienica, altro che prima colazione. Questa sacrosanta campagna contro l’abusivismo non è “fare cartello” contro la concorrenza, ma è un modo serio di tutelare la propria categoria e più in generale il turismo dal pressapochismo che rischia di ucciderlo.

Chi ha studiato veramente il turismo sa che è un comparto molto volubile. Di fronte a una prima colazione che da un giorno all’altro costa come una “apericena”, il turista a volte decide di fare colazione a casa propria, nella propria città, oppure in uno dei tanti locali di città turistiche dove hanno capito che il turista non è una entità metafisica ma una persona in carne, ossa e cervello. E lo sa usare, qualche volta per non tornare mai più.



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