La Nuova Sardegna

Sindacati e Regione all’attacco di Air Italy

di Luca Rojch
Sindacati e Regione all’attacco di Air Italy

Domani assemblea dei dipendenti della compagnia al Costa Smeralda Careddu: «Attendiamo ancora una spiegazione ufficiale da parte dei manager»

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SASSARI. La banda che suonava “O mia bela Madunina” il giorno della presentazione di Air Italy a Milano qualche dubbio doveva farlo venire. La compagnia nata sulle ceneri di Meridiana è finita al centro delle polemiche. Accusata di voler portare via il cuore e il cervello di Air Italy dalla Sardegna dopo avere comunicato di voler spostare 51 dipendenti da Olbia a Malpensa. Personale che lavora negli uffici e potrebbe continuare a svolgere i propri compiti dalla Sardegna.

Alle richieste arrivate dalla Regione, da alcuni parlamentari e dai sindacati la compagnia non ha dato risposta. Si è limitata alla convocazione formale per domani dei rappresentanti sindacali per comuinicare le proprie decisioni.

La Regione. Subito il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore ai Trasporti Carlo Careddu hanno convocato i vertici di Air Italy, chiesto l’intervento del governo. E hanno anche espresso la volontà di discutere direttamente con l’ambasciatore del Qatar.

Ma Careddu non si ferma. «Nonostante l'ulteriore sollecitazione avanzata ai vertici della compagnia Air Italy, al momento la Regione non ha ancora ricevuto l'indicazione di una data utile per l'incontro urgente richiesto – dice Careddu –. Riteniamo doveroso da parte della società fornire una spiegazione sull'ipotesi di trasferimento del personale da Olbia a Malpensa, al momento appresa solo attraverso i canali indiretti della stampa e del sindacato. E crediamo sarebbe un segnale di rispetto prima di tutto nei confronti dei sardi rispondere immediatamente alla richiesta inviata dalla prima autorità di governo dell'isola su una questione centrale per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna».

I sindacati. Ma anche i sindacati affilano le armi. Per domani hanno convocato un’assemblea di tutti i lavoratori di Air Italy del Costa Smeralda. Nel documento firmato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl si chiede l’intervento non solo della Regione, ma anche del governo. Perché il confronto venga spostato a livello nazionale. Si chiede anche un confronto con la proprietà perché torni indietro sulla scelta di spostare i lavoratori da Olbia a Malpensa. Ma alla riunione dei sindacati hanno partecipato anche il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, i consiglieri regionali Giuseppe Fasolino, Giuseppe Meloni. Giovanni Satta e il deputato dell’M5s Nardo Marino.

E la Uil trasporti prende posizione in modo netto. «Riteniamo completamente priva di senso la decisione di AirItaly di procedere alla delocalizzazione di settori operativi che da sempre hanno operato con la massima professionalità nel Nord Sardegna. Non c’è alcun motivo perché questi servizi debbano essere trasferiti altrove – dicono in una nota il segretario generale della Uiltrasporti Sardegna William Zonca e la segretaria territoriale del Nord Sardegna Elisabetta Manca –. Il nostro allarme va oltre i 51 lavoratori che nelle prossime ore potrebbero ricevere la lettera di trasferimento. Si spinge verso il timore che già da ottobre il vettore si disimpegni dalla continuità territoriale abbandonando completamente ogni legame con una terra che tanto ha dato all’ex Meridiana, portando di fatto allo smantellamento dell’intera base di Olbia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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