La Nuova Sardegna

Un’isola di paraffina: le coste della Gallura in stato d’allerta

di Claudio Zoccheddu
Un’isola di paraffina: le coste della Gallura in stato d’allerta

Nelle spiagge corse è scattato il divieto di balneazione La chiazza è lunga più di un chilometro e larga due

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SASSARI. Una chiazza gialla larga un chilometro e lunga due. È questa l’ultima minaccia per i mari dell’isola che, per il momento, è a distanza di sicurezza. Eppure esiste il rischio che una gigantesca isola di paraffina contamini le coste del nord est della Sardegna. L’alieno è stato avvistato ieri al largo della Corsica sud orientale, all’altezza di Solenzara, una cittadina affacciata sul mare a poca distanza da Porto Vecchio. Al momento dell’avvistamento, la paraffine galleggiava a circa cinque chilometri dalla costa ma, per evitare ogni problema, le autorità corse hanno subito diramato un allerta destinata soprattutto ai bambini, chiedendo alle famiglie di tenerli lontani dall’acqua in un tratto di costa lungo circa 45 chilometri. A dire il vero, non ci sarebbero rischi per la salute umana ma la prefettura marittima del Mediterraneo ha comunque ricordato ai bagnanti di evitare ogni contatto con la sostanza. Diverso, ovviamente, il discorso legato all’inquinamento ambientale e a quello che potrebbe provocare nella fauna marina.

L’allarme in Corsica. La prima segnalazione è arrivata da una barca da pesca, che ha avvistato la chiazza gialla al largo della Corsica e ne ha subito segnalato la presenza alle autorità. Oltre alla presenza, però, non sono state fornite altre indicazioni e la prefettura ha ordinato l’invio del rimorchiatore d’alto mare Abeille Flandre che ha raggiunto la zona dell’avvistamento e ha prelevato un campione della sostanza inquinante. Le prima analisi ne han no confermato la natura: si tratta di cera paraffinica, un derivato del petrolio che viene trasportato sul mare stoccato nelle cisterne delle navi cargo. Dopo l’incontro con il rimorchiatore è stato un Falcon della Marina francese che ha avvistato la chiazza supponendo che potesse avvicinarsi alle coste della Corsica e della Sardegna. Ovviamente, tutto dipende dalle correnti marine e dalle loro evoluzioni ma l’idea che un’isola di paraffina possa spiaggiarsi sulle spiagge della Gallura non può essere sottovalutata.

I precedenti. È già successo in Liguria, in Toscana e sulle coste mediterranee della Francia continentale. La causa di questo tipo di inquinamento dovrebbe essere sempre la stessa: navi cargo che, una volta in mare aperto, puliscono le cisterne appena svuotate consegnando ai flutti marini la porzione di materiale che era rimasta a bordo. Sui colpevoli, invece, non ci sono informazioni e responsabili dell’inquinamento hanno continuato la loro navigazione senza alcun tipo di problema. Eppure in Toscana, esattamente lo scorso anno (era il 2 luglio del 2017) una grande quantità di paraffina si era spiaggia sul tratto di costa compreso tra la Versilia e Livorno mentre il battello disinquinante Marzocco ne aveva recuperato 350 chili che ancora galleggiavano al largo della costa. I venti dovrebbero dare una mano alla Sardegna ma il ponente che soffiava ieri nella zona dell’avvistamento sposterebbe il problema nuovamente verso le coste della Toscana e del Lazio ma non è detto che un repentino cambio della direzione del vento non faccia scattare nuovamente l’allarme rosso nelle coste nord occidentali dell’isola, in questo periodo frequentate da migliaia di turisti

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