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«Il decreto Dignità è un passo indietro»

«Il decreto Dignità è un passo indietro»

CAGLIARI. Un inutile e pericoloso passo del gambero. È questo il giudizio di Confcommercio Sardegna, col presidente Alberto Bertolotti, nella foto, sul decreto legge dignità approvato dal governo...

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CAGLIARI. Un inutile e pericoloso passo del gambero. È questo il giudizio di Confcommercio Sardegna, col presidente Alberto Bertolotti, nella foto, sul decreto legge dignità approvato dal governo Conte. «L’Italia – è il commento – ha scelto di fare marcia indietro rispetto alle sue scelte precedenti e a quelle degli altri Paesi europei». In particolare per l’associazione dei commercianti «l’aver reinserito la causale, nei contratti a tempo determinato che durano oltre dodici mesi, è un nonsenso, soprattutto quando la stagione estiva è cominciata da tempo». Per poi spiegare il perché: «L’assunzione a tempo determinato non può essere vista come una punizione che l'azienda infligge al dipendente ma, piuttosto, come quell’indispensabile strumento di flessibilità sul lavoro dettata dal mercato». Secondo Confcommercio, «l'occupazione stabile certo non può essere incentivata con strumenti punitivi senza rendersi conto che il mondo è profondamente cambiato. Così invece di dare fiducia alle aziende, che sanno di avere nelle risorse umane e nella clientela le loro principali risorse, dal governo sono state penalizzate con il suo primo provvedimento sul lavoro penalizzate». A essere molto critico sul decreto dignità è anche il deputato di Forza Italia Ugo Cappellacci. «L’antidoto al precariato non è il lavoro nero o la disoccupazione, come pensa e impone il viceministro Di Maio. Ora cominciano a saltare fuori le differenze fra il programma del centrodestra e quello del governo gialloverde. Noi, in campagna elettorale, per incentivare le assunzioni dei giovani disoccupati avevamo proposto la defiscalizzazione per sei anni. Palazzo Chigi, invece, ha scelto di rimettere sotto accusa le imprese, considerandole ancora un soggetto su cui accanirsi, mentre dovrebbero essere una ricchezza da proteggere e incoraggiare».

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