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Piras: metano, confronto col governo

Piras: metano, confronto col governo

L’assessora: impossibile non portare avanti un progetto strategico e condiviso

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CAGLIARI. Non hanno mai fatto mistero. I 5 Stelle non condividono il progetto metano. Lo hanno detto in campagna elettorale e i parlamentari sardi l’hanno ribadito a più riprese. I dubbi sono arrivati anche sul tavolo del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che prima ha bocciato il progetto. «È obsoleto e pensiamo a strategie alternative». Però ora ha aperto un piccolo spiraglio. «Lo valuteremo senza pregiudizi e in base a una valutazione costi-benefici, basata su parametri tecnico-scientifici». Parole che non sembrano tranquillizzare troppo la Regione: proprio sulla metanizzazione ha puntato risorse e strategie. E non lo nasconde l’assessora all’Industria Maria Grazia Piras. «Il nuovo governo parla spesso della necessità di valutare le opere pubbliche dopo un’attenta analisi costi benefici. Concordiamo – dice –. Ma nei benefici si devono calcolare con cura gli enormi vantaggi che il nostro progetto porterà alle famiglie e alle imprese sarde in termini di risparmi sulla spesa e sui costi di produzione. Sul metano non siamo davanti a una disputa ideologica, ma a un problema concreto da risolvere, quello di un costo energeticoi alto. È un dato di fatto che l'Isola continui da decenni a subire un trattamento iniquo su questo fronte: è l’unica regione d’Italia a non avere il metano ed è un handicap che costa ogni anno almeno 400 milioni di euro a imprese e famiglie» Per poi aggiungere: «Con il metano la nostra bolletta energetica sarebbe finalmente allineata con quella nazionale d'Italia e le nostre imprese diventerebbero più competitive». La Regione ribadisce di avere un progetto definito. «È tutto scritto nel Patto per la Sardegna firmato con il governo nel luglio di due anni fa. Abbiamo scommesso su un piano che il nostro sistema produttivo attende da 20 anni. E infatti tra le tante azioni c’è anche quella che prevede di ridurre le emissioni di Co2 del 50% entro il 2030. La Sardegna, con il 25% di produzione di energia da fonti rinnovabili, è già ben oltre l’obiettivo europeo. Ma il metano è una fonte di transizione indispensabile verso un orizzonte interamente di rinnovabili, come riconosciuto anche dall’Europa, per abbandonare gradualmente il carbone. Tutti gli indicatori ci dicono che non potremo farne a meno per i prossimi 30 anni, perché allo stato attuale non è possibile una strategia basata esclusivamente sulle rinnovabili. Per queste ragioni siamo pronti a confrontarci col Governo». Anche per il vicepresidente della Regione, Raffaele Paci, «in questo momento, i passi indietro sul metano avrebbero effetti disastrosi sul rilancio dell’economia in Sardegna».

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