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La Consulta: illegittimi i tagli alle Province

La Consulta: illegittimi i tagli alle Province

Secondo la sentenza agli enti intermedi dovrebbero essere restituiti dagli 80 ai 200 milioni

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CAGLIARI. La Corte costituzionale potrebbe aver salvato anche le Province sarde dal pericolo di un dissesto finanziario ormai molto vicino. Con una sentenza depositata in questi giorni, i giudici hanno dichiarato illegittime le leggi con cui lo Stato, dal 2014 in poi, ha tagliato i trasferimenti proprio agli Enti intermedi. Sono le imposte, incassate dalle assicurazioni auto e dalle immatricolazioni, che fino a qualche anno spettavano alle Province, ma poi trattenute a Roma per ridurre il debito pubblico. A presentare il ricorso erano state sei Regioni e la sintesi della sentenza può essere questa: «Lo Stato non aveva nessun diritto di effettuare quel prelievo e poi scaricare le competenze delle Province sulle Regioni senza garantire però il necessario trasferimento delle risorse finanziarie». A questo punto il giudizio favorevole della Corte avrà benefici anche sulle quattro province sarde, più la Città metropolitana di Cagliari. Perché l’anno scorso, ad Oristano, Nuoro, Sassari e alla Provincia del Sud lo Stato ha negato ben 80 milioni e addirittura arriverebbero a 200 milioni con gli arretrati. Di fatto, la sentenza della Corte dovrebbe essere una ciambella di salvataggio visto il dissesto finanziario in cui sono coinvolti i cinque enti. Che ormai da anni riescono a sopravvivere solo grazie al contributo straordinario della Regione, una sessantina di milioni, che ci ha messo una pezza. Ma quei soldi sono appena sufficienti a garantire l’ordinaria amministrazione, cioè il pagamento degli stipendi più le altre spese fisse, non certo la manutenzione di scuole e strade, e neanche la vigilanza sull’ambiente. «È arrivata la conferma di quanto sosteniamo da sempre: quel prelievo era illegittimo», ha commentato Francesco Agus, presidente della commissione autonomia del Consiglio regionale. Per poi ricordare: «La Regione, a suo tempo, ha sbagliato a non ricorrere, come noi invece avevamo sollecitato, ma ora dobbiamo sfruttare al massimo la sentenza. Dobbiamo inserire quei milioni che ci sono stati negati – prosegue – nella prossima Finanziaria regionale perché ci spettano e vedremo se lo Stato impugnerà il bilancio nonostante la sentenza della Corte». Per Fulvia Murru, segretaria della Uil funzione pubblica, «i giudici hanno imposto al Governo di riprendere ad avere corretti rapporti finanziari con le altre istituzioni e quindi giustizia è fatta».

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